Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:13

Pesca - Alla Puglia servono risorse e migliori infrastrutture portuali

Tra cooperative e consorzi sono una sessantina le impresa di pesca con circa 1.700 soci ed un fatturato di circa 20 milioni di euro mentre complessivamente sono circa 1.400 in totale le imbarcazioni del settore
BARI - Tra cooperative e consorzi sono una sessantina le impresa di pesca con circa 1.700 soci ed un fatturato di circa 20 milioni di euro mentre complessivamente sono circa 1.400 in totale le imbarcazioni pugliesi del settore. Il comparto attualmente deve affrontare una importazione di prodotto estero particolarmente aggressiva per i mercati locali e costi di gestione con l'impennata del prezzo del gasolio che incide per il 40% sulle spese. A fronte di questa situazione , delineata dal coordinatore regionale della Lega Pesca, Maurizio Alloggio in occasione del congresso dell'organizzazione pugliese, è stata sollecitata una legge regionale per il settore che, tra l'altro, faciliti l'accesso al credito e preveda una migliore dotazione di infrastruttura portuale. «La Puglia ha nel mare una grande risorsa ancora sottovalutata - ha dichiarato il presidente della Legacoop Puglia Luigi Sansò - oltre alla pesca, il turismo, il diportismo, il sistema dei trasporti sono componenti che potrebbero valorizzare la regione e far crescere il settore».
Attualmente la pesca professionale italiana conta circa 40mila addetti e un indotto stimato sulle 60mila unità, negli ultimi anni si è registrato un netto calo del pescato (-35%) connesso anche ad una riduzione delle imbarcazioni (-12% in termini di unità e -21% in tonnellaggio). Sempre più la flotta italiana, 15.600 battelli, è costituita in maggioranza (60%) da natanti di piccola stazza che esercitano la piccola pesca costiera, a differenza dei modelli di pesca industriale del Nord Europa, con una forte dipendenza con i mercati locali regionali.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione