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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:49

«Signs 2004», Bari in cerca di riscatto mondano

Il gruppo Mossa ha organizzato una mostra di gioielli ed orologi per rilanciare la città come capitale meridionale del lusso. «La crescita del territorio è anche questo»
gioiello, bracciale, diamanti BARI - Mancava solo Arsenio Lupin che con un colpo da maestro riuscisse a sfilare dalle teche uno dei magnifici gioielli esposti per «Signs 2004», la mostra evento organizzata dal gruppo Mossa Gioielli l'altra sera, presso l'Hotel Palace, per il resto erano presenti oltre un migliaio tra i rappresentanti politici ed economici della città, il gotha barese, ad un evento che voleva unire mondanità ad eleganza ed imprenditoria.
In un percorso di luci, colori e fiori, che si snodava lungo cinque sale era possibile ammirare creazioni Mossa e delle più importanti case orafe internazionali, da Cartier, o Dior, a Baume & Mercier e Tag Heuer, con splendidi gioielli che si alternavano ad orologi importanti.
«Questo è un evento che mancava al Sud - spiega Viviana Mossa, responsabile per le relazioni esterne del Gruppo - in altre capitali italiane ed europee si organizzano serate simili, che uniscono esposizioni di oggetti di lusso ad incontri conviviali, ma nel Meridione non si è mai organizzato nulla di importante. Con "Signs 2004", invece, abbiamo voluto portare Bari, la nostra città, al livello delle capitali europee più importanti. Il rilancio del territorio è anche questo».
«Noi siamo imprenditori - sottolinea la signora Mossa - per noi ed i nostri commerci è importante che l'intera città faccia parlare di sé. La nostra speranza è che un evento del genere diventi un appuntamento annuale, che nel tempo sappia veramente unire e valorizzare la nostra arte, cultura, eleganza. Sarebbe bello anche essere coinvolti in iniziative benefiche, l'importante è che non ci si lasci soli, organizzare un evento del genere non è semplice, per questo chiediamo anche l'aiuto delle Istituzioni».

La mostra di gioielli resterà aperta al pubblico, presso le sale allestite all'Hotel Palace, anche sabato 27 e domenica 28, permettendo così al largo pubblico di ammirare gemme ed orologi preziosi fino ad ora esposti solo a Ginevra e Basilea. Per signore che vogliano dare suggerimenti ai mariti sul prossimo regalo di Natale, si consiglia di dirigersi spedite verso la «sala dei diamanti», quasi al termine del percorso, si resterà abbagliate dalla bellezza delle gemme esposte.

«Anche nei momenti di congiuntura economica il gioiello è un bene rifugio - rileva Viviana Mossa - il mercato del lusso risente solo parzialmente dei contraccolpi, certo non si può chiudere solo attorno a poche famiglie facoltose, abbiamo di un mercato che ci sostenga e Bari ha tutti i requisiti per porsi all'avanguardia come eleganza».
La città cerca di reagire alla crisi, in uno sforzo corale che parte dal mondo dell'imprenditoria e del commercio, l'anima più vera di Bari, che cerca in un evento mondano come «Signs 2004» di riappropriarsi del ruolo di capitale: peccato che le ceneri del Petruzzelli siano ancora ferita aperta, che una strada importante come corso Vittorio Emanuele termini davanti ad un rudere pericolante quale è il Margherita, simbolo di un tempo che la città fu e che non è più.
Sia il Petruzzelli, sia il Margherita ricordano luci sfavillanti, musica e risate di gente elegante, una realtà pulsante che sembra inghiottita nell'apatia, basterà un singolo evento a scrollarla?

Rita Schena

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