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Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:48

Bari - Condannato boss del contrabbando

Gerardo Cuomo è accusato di aver preso parte ad un'associazione mafiosa che tra il 1996 e il 2000 ha introdotto in Puglia dal Montenegro mille tonnellate al mese di tabacchi
Gerardo Cuomo BARI - Il gup del Tribunale di Bari Chiara Civitano ha condannato alle pena di sette anni e quattro mesi per il solo reato di associazione mafiosa il presunto boss del contrabbando internazionale di sigarette, Gerardo Cuomo, di 55 anni, di Gragnano (Napoli), accusato di aver preso parte ad un'associazione mafiosa che tra il 1996 e il 2000 ha introdotto in Puglia dal Montenegro mille tonnellate al mese di tabacchi. Il giudice ha invece dichiarato di non dover procedere nei confronti dell'imputato in relazione all'accusa di contrabbando per «difetto della condizione di procedibilità» non avendo la Svizzera concesso l'estradizione di Cuomo.
Per il presunto boss il pm inquirente della Dda di Bari, Giuseppe Scelsi, il 27 febbraio scorso aveva chiesto la condanna alla pena di dieci anni di reclusione al termine del processo stralcio con rito abbreviato nel quale sono imputate alcune altre persone.
A Cuomo l'accusa contesta le funzioni di promotore, organizzatore e dirigente dell'accordo con gli esponenti del cartello criminale italiano ai quali l'imputato avrebbe assicurato «la costante fornitura in Montenegro di sigarette da reintrodurre in contrabbando, attraverso la Puglia, nell'Europa comunitaria». E ancora «il reimpiego di proventi, esportati nella Confederazione elvetica, delle attività illecite (estorsioni, spaccio di stupefacenti, contrabbando di sigarette ed altro) praticate nelle aree pugliesi e campane sottoposte al controllo mafioso dei gruppi di appartenenza degli esponenti criminali italiani in Montenegro e il concorso nella protezione istituzionale della latitanza di esponenti del cartello criminale di quel Paese».

Nel processo con rito abbreviato, assieme a Cuomo, erano imputate altre otto persone: sette sono state condannate, una assolta da tutte le accuse. I sette imputati sono stati condannati a risarcire i danni, che saranno quantificati in sede civile, alla Presidenza del consiglio dei ministri e la Commissione europea, costituitesi parte civile. E' stato invece assolto Amerigo Minardi, milanese di 71 anni, accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio.
A tre anni di reclusione è stato condannato per associazione mafiosa Alexander Hagsteiner, di 46 anni, di Lugano, ex funzionario della filiale della Banque Nationale de Paris di Lugano. Hagsteiner è stato ritenuto responsabile di aver fornito consulenza bancaria a Cuomo «al fine di agevolare lo stesso e le illecite attività svolte unitamente ad altri promotori dell' associazione mafiosa».
Per associazione mafiosa e contrabbando di sigarette è stato condannato a quattro anni di reclusione Francesco Barbaro, barese di 50 anni. La pena a quattro anni e otto mesi di reclusione per associazione mafiosa e contrabbando di tabacchi è stata inflitta a Nedo Caneva, di 42 anni, di Melano (Svizzera), ritenuto un fiancheggiatore del presunto boss ostunese Francesco Prudentino, a giudizio per questi fatti e per omicidio dinanzi alla Corte d' assise.
A quattro anni e otto mesi è stato anche condannato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio del danaro Angelo Carbone, di 48 anni, di Paolisi (Benevento). A due anni e otto mesi di reclusione è stato condannato per riciclaggio Elio Galli, di 54 anni, di Como. Per contrabbando è stato condannato a 400.000 euro di multa Leonardo Lanave, barese di 55 anni, che è invece stato assolto dal reato di associazione mafiosa «perchè il fatto non sussiste».
Il 'pentitò brindisino Vito Di Emidio, di 37 anni, è stato infine condannato per associazione mafiosa alla pena di nove mesi e dieci giorni di reclusione: la condanna è stata ritenuta in continuazione con reati per i quali Di Emidio era già stato condannato con sentenza definitiva.
Cuomo è stato interdetto legalmente per la durata della pena, nonchè interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Hagsteiner, Barbaro, Caneva e Carbone sono stati interdetti dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Le motivazioni della sentenza sono attese tra 90 giorni.

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