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Venerdì 22 Settembre 2017 | 20:51

Nuova condanna per l'ex sindaco Giancarlo Cito

Sette anni di reclusione per tangenti incassate da una ditta di facchinaggio e traslochi dieci anni fa. L'ex parlamentare della lista "At6" sta già scontando in carcere una pena per «concorso esterno in associazione mafiosa»
TARANTO - L'ex sindaco e deputato di Taranto Giancarlo Cito è stato condannato dal tribunale a 7 anni di reclusione per concussione in relazione alle tangenti che avrebbe incassato da una ditta di traslochi e facchinaggio. Il pubblico ministero Maurizio Carbone aveva chiesto la condanna a 6 anni di carcere.
I fatti risalgono al 1994, quando Cito ricopriva la carica di sindaco di Taranto. Secondo l'accusa, Cito costrinse la ditta a versare una tangente di 80 milioni di lire per ottenere la prosecuzione dell'appalto dal Comune.
L'ex sindaco e deputato, e leader del movimento politico AT6-Lega d'azione meridionale, aveva scelto di essere giudicato con rito ordinario. Gli altri tre imputati avevano già chiuso il capitolo giudiziario. L'ex sindaco Gaetano De Cosmo, braccio destro di Cito, sta scontando in carcere la condanna definitiva a tre anni e quattro mesi di reclusione; il faccendiere Giuseppe Panico patteggiò la pena a due anni; il funzionario comunale Carlo Patella è stato assolto dall'accusa di concussione, mentre per il reato di turbativa d'asta è stata dichiarata la prescrizione.
Cito è attualmente rinchiuso nel carcere di Taranto, dove sta scontando una condanna definitiva a quattro anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Solo pochi giorni fa l'ex sindaco e deputato tarantino aveva subito un'altra condanna, questa volta a dieci mesi di reclusione, per aver ottenuto illegittimamente dallo Stato contributi per la sua emittente televisiva Antenna Taranto 6.

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