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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:51

«Giusy aveva visto troppo»

L'ipotesi della zia della quindicenne di Manfredonia. La pista delle indagini: no al rapimento ma attirata in trappola e uccisa, forse dopo aver subìto violenza
Manfredonia - Giusy, la ragazza trovata morta ANFREDONIA (FOGGIA) - Non sarebbe stata rapita ma sarebbe salita volontariamente sull'autovettura sulla quale, probabilmente, si trovava la persona (o le persone) che l'hanno attirata in trappola e uccisa, forse dopo averla violentata. E' questa la pista seguita da polizia e carabinieri che indagano sul delitto di Giusy Potenza, la quindicenne uccisa il 12 novembre scorso a Manfredonia.
Gli investigatori continuano a scavare nella chiacchierata vita della vittima alla ricerca di conferme, di una sua presunta frequentazione con un uomo molto più grande di lei. Una persona - si mormora in ambienti investigativi - che le avrebbe fatto regali e che probabilmente, venerdì sera, avrebbe preteso da lei qualcosa, forse un rapporto sessuale, provocando la sua ribellione e l'omicidio, compiuto in concorso con altre persone.
La tesi che farebbe escludere l'ipotesi del rapimento deriva dal fatto che l'ombrello della quindicenne, trovato la sera della scomparsa, per strada, nei pressi del negozio in cui la ragazza aveva comprato due cd su commissione della mamma, era rotto. Questo particolare fa avanzare agli investigatori due possibili chiavi di lettura: che sia stata la ragazza ad abbandonarlo perchè l'ombrello si era rotto sotto la pesante pioggia che cadeva quel giorno, oppure che sia stata lei stessa a romperlo e ad abbandonarlo per strada in uno scatto d' ira. Poco probabile viene ritenuta l' ipotesi che si sia rotto nel corso di una colluttazione che nessuno ha detto di aver visto.
Il dirigente del commissariato di polizia di Manfredonia, Antonio Lauriola, parlando con i giornalisti oggi ha detto che si sta chiarendo il movente. Inoltre - ha precisato - in questo omicidio il peso molto negativo potrebbe averlo avuto l' ambiente sociale dove esso è maturato. Una ambiente - aggiungono i carabinieri - caratterizzato da «paura e da un' omertà paurosa». Secondo gli investigatori, il numero dei sospettati adesso si sarebbe ristretto a 15-20 persone sulle quali sono in corso accertamenti e verifiche serrate. Qualche alibi è al vaglio del magistrato, Domenico Minardi. Per quanto riguarda poi i tabulati telefonici, del cellulare della vittima (mai ritrovato) e dei sospettati, non tutti sono stati consegnati dalle società telefoniche.
Gli investigatori hanno inoltre dichiarato di voler aspettare gli esiti degli esami dei frammenti di pelle trovati sotto le unghie della vittima per verificare, tramite l'esame del Dna, se vi siano persone compatibili. Intanto, domani sera a Manfredonia si terrà una fiaccolata in memoria di Giusy. Il corteo attraverserà le strade principali della città. Vi parteciperanno anche studenti e docenti dell' istituto magistrale 'Roncalli', frequentato dalla vittima.
Con il passare dei giorni senza che vi sia una svolta investigativa, inoltre, infuria la rabbia di alcuni famigliari della vittima: Lucia, una zia di Giusy, ha detto oggi ai giornalisti: «Mia nipote è stata massacrata perchè aveva visto qualcosa che non doveva vedere». Sono parole alimentate solo dalla disperazione?.

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