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Giovedì 21 Settembre 2017 | 10:53

«Sos» contro la crisi dei salottifici

Un accordo è stato raggiunto fra i presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata: chiesto un confronto con il ministro Marzano per attivare un piano di salvataggio
BARI - Le Regioni Basilicata e Puglia chiederanno al ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, un incontro urgente per discutere le misure da adottare in merito alle problematiche che interessano il settore del mobile imbottito, polo produttivo concentrato tra le province di Bari e di Matera. Le due Regioni chiederanno inoltre la riapertura del tavolo di concertazione già attivato presso la task force per l'occupazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinata dall'onorevole Gianfranco Borghini, per completare l'istruttoria avviata sulla base delle schede elaborate dal comitato di Distretto del mobile imbottito di Matera.
Sono le conclusioni dell'incontro che si è svolto nel pomeriggio a Bari ed al quale hanno partecipato i governatori Raffaele Fitto e Filippo Bubbico. Il presidente della Regione Basilicata, Bubbico, esprime un giudizio positivo sull'incontro di oggi ed annuncia che «per quanto ci riguarda attiveremo al più presto il confronto per definire le misure a titolarità regionale».
Il polo del mobile imbottito annovera un fatturato di due miliardi di euro, un totale di circa 500 aziende ed un'occupazione di 14 mila addetti. Il comparto è in difficoltà nell'export per il cambio sfavorevole euro-dollaro e per la concorrenza della Cina.
Al tavolo di confronto erano presenti, oltre ai governatori Raffaele Fitto e Filippo Bubbico, i rappresentanti del distretto del mobile imbottito di Matera, sindacati e imprenditori del versante barese delle aziende del salotto. «Si tratta di riaprire con il governo - ha detto il presidente del distretto lucano, Giuseppe Nicoletti - il tavolo di trattative già messo in piedi nella primavera scorsa con il responsabile della task force per l'occupazione Gianfranco Borghini».
Verranno riproposte, dopo opportune modifiche, alcune possibili misure già stilate nelle riunioni svoltesi a Roma tra marzo e aprile.
Tra le priorità il contenimento del costo del lavoro attraverso la defiscalizzazione degli oneri sociali, il sostegno alle politiche di marca, il supporto alla formazione, all'internazionalizzazione, alla qualificazione e alla certificazione dei prodotti, l'agevolazione del credito per le piccole aziende dell'indotto che stanno riscontrando le difficoltà maggiori con diverse chiusure e numerosi licenziamenti. «Non parlerei di crisi ma di una situazione di allarme rispetto alle potenzialità che finora ha espresso questo settore - ha dichiarato Fitto - ci sono dei dati e delle percezioni per il prossimo anno che lasciano intendere alcuni elementi di difficoltà sui quali intervenire».
«Ritengo che l'articolazione della proposta, che deve essere condivisa dall'intero sistema regionale pugliese e lucano, deve prevedere un potenziamento della dotazione infrastrutturale, un investimento in innovazione e formazione e - prosegue ancora Fitto - debba creare condizioni perché si possano immaginare degli sgravi che possano essere richiesti con forza a livello nazionale ed europeo».
«Su questi tre punti c'è il margine per lavorare e predisporre un buon documento condiviso da Puglia e Basilicata, non come Regioni ma come sistema produttivo guidati dalle Regioni. In questo modo - ha proseguito il governatore - con il collega Bubbico sono convinto che avremo la possibilità di poter formulare una richiesta nei confronti del governo molto più forte e incisiva, che soprattutto possa conseguire un risultato migliore».
Secondo Fitto, rispetto a quello inaugurato la primavera scorsa, si tratterà di «un percorso e una modalità differenti con regole e ambiti di intervento ben precisi. Precedentemente, sull'onda di un'esigenza, non ci si è mossi con quel coordinamento necessario che invece in questo caso mi sembra emergere in modo molto chiaro».

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