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Domenica 21 Gennaio 2018 | 09:56

Nardò - Sfruttavano operai, arrestati

Due fratelli imprenditori, titolari di alcune imprese edili, costringevano i loro operai a prestazioni lavorative che ne comportavano lo sfruttamento
NARDO' (LECCE) - Per aver costretto i loro operai a prestazioni lavorative che, secondo gli investigatori, ne comportavano lo sfruttamento, due fratelli imprenditori, Sergio e Pietro Scorza, titolari di alcune imprese edili di Nardò, sono stati arrestati nella notte dai carabinieri di Gallipoli con l'accusa di concorso in estorsione aggravata.
Ai due imprenditori, che hanno 50 e 38 anni, si contesta di aver usato condotte vessatorie nei confronti dei dipendenti delle loro imprese, di averli minacciati con la perdita del posto di lavoro e di aver approfittato della situazione connessa con la necessità, da parte degli operai, di lavorare.
I fratelli Scorza sono anche indagati per i reati di truffa aggravata in danno dello Stato e di riduzione in schiavitù, reato di competenza della Direzione distrettuale antimafia: le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Gallipoli, sono dirette dal pm Carolina Elia della Dda di Lecce. I provvedimenti restrittivi sono stati disposti dal gip Vincenzo Scardia che li ha emessi per il solo reato di estorsione aggravata e non anche per gli altri due reati, come aveva chiesto il pm.
Sempre per estorsione aggravata, truffa e riduzione in schiavitù, a quanto si è saputo, sono indagati in stato di libertà altri due professionisti, dipendenti delle ditte degli Scorza.
Le indagini sono state avviate l'11 luglio del 2003, giorno in cui un operaio, che lavorava ad Aradeo in condizioni, secondo gli investigatori, «disumane» in un cantiere edile degli Scorza, fu colto da una crisi lipotimica e venne ricoverato nell'ospedale civile di Galatina: i medici lo giudicarono guaribile in 15 giorni.
Nel corso delle indagini i militari hanno accertato che almeno 86 sono i lavoratori per i quali si contestano agli Scorza i reati.

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