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Martedì 26 Settembre 2017 | 23:59

Il dolore del fidanzatino di Giusy

Secondo i primi esami medico-legali, la quindicenne di Manfredonia è stata uccisa. Fabio, 16 anni, parla di un trentenne, del quale la giovane era stata amica
MANFREDONIA - «Abbiamo passato tutta la mattina insieme. E quando ci siamo lasciati Giusy mi ha promesso che, verso le 6, avrebbe cercato una scusa per uscire di casa. Era in punizione, ma volevamo vederci lo stesso, anche solo per pochi minuti. Quella telefonata, però, non è mai arrivata». Lo racconta in un'intervista a "la Repubblica", Fabio, 16 anni, fidanzato di Giusy, la ragazzina di 15 anni trovata morta a Manfredonia.
«Di Giusy - dice - non mi rimane niente. Solo i suoi sms e questa collanina, che mi aveva regalato per il mio onomastico. Lo so, ho solo 16 anni, ma dovevo proteggerla. Dovevo capire che era in pericolo. Non sono stato capace. E ora non mi resta niente di lei, solo un regalo e il ricordo dei suoi occhi venerdì mattina, al mare... era così felice». Fabio ha visto Giusy l'ultima volta proprio venerdì mattina. «Io ho fatto sciopero - racconta - mentre Giusy ha finito le lezioni alle 11 e mi ha mandato un sms: "Amò vieni a prendermi al Magistrale". Sono corso da lei. Non ci vedevamo molto. I genitori di Giusy sono molto severi. La sera doveva rientrare a casa alle nove».
«Siamo stati insieme due ore - racconta Fabio -. Ci piaceva andare sul mare. E rimanere lì abbracciati a chiacchierare. Lei era la mia piccola. Rideva, mi diceva che ero bello e mi faceva sentire importante. Diceva che ero tutto il suo mondo. Ogni sera mi mandava la buona notte. Era una fatina della notte, così la chiamavo».
Alle 13 il ragazzo ha accompagnato Giusy a casa, poi più nulla.
«Lei mi aveva promesso che ci saremmo visti - spiega -. Mi doveva telefonare, ma quella chiamata non è mai arrivata» e «l'unica telefonata che ho avuto è stata quella della mamma di Giusy la mattina dopo, quando mi ha detto che era scomparsa». Giusy, racconta Fabio, «mi aveva detto che aveva avuto una storia con un ragazzo più grande di noi e spesso quando uscivamo insieme c'erano suoi amici che già guidavano la macchina. Ma con quel ragazzo di 30 anni era tutto finito. Era la mia piccola Giusy e basta».

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