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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:13

«La violenza sulle donne è un fatto culturale»

A pensarla così sarebbe la maggioranza dei tarantini ascoltati nell'ambito del progetto "Rete anti-violenza tra le città Urban/Italia", i cui risultati sono stati presentati a Taranto
TARANTO - Per la maggioranza dei tarantini il fenomeno della violenza sulle donne ha motivazioni culturali. Il dato, tra gli altri, è emerso nell'ambito del progetto "Rete anti-violenza tra le città Urban/Italia", i cui risultati sono stati presentati a Taranto. L'iniziativa aveva l'obiettivo di indagare la percezione che hanno i cittadini della violenza sulle donne ed effettuare una mappatura dei servizi per le donne e le categorie deboli. Il progetto, che ha interessa tutta Italia e precisamente le città che hanno avuto accesso ai finanziamenti "Urban" 1 e 2, è stato coordinato dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e finanziato con fondi del Fondo Sociale Europeo (FSE) e dal PON "Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia".
Il capoluogo ionico ha aderito sin dal 2002 insieme agli altri centri pugliesi come Bari, Lecce, Brindisi e Mola di Bari. Città capofila è Venezia.
Taranto per radiografare queste devianze si è avvalsa della collaborazione della Fondazione "Lelio Basso", Disamis ed Isofol.
Proprio quest'ultimo Istituto ha svolto la mappatura dei servizi per le donne e le categorie deboli, esistenti sul territorio provinciale, attraverso un'indagine su un campione di donne ed uomini per raccogliere testimonianze sulla percezione della violenza.
L'indagine è stata svolta attraverso interviste telefoniche ed ha esaminato l'intera galassia della violenza, particolarmente quella più impercettibile che avviene tra le mura domestiche.
Il progetto si è posto l'obiettivo di effettuare un monitoraggio, quanto più approfondito possibile per via della scarsa propensione a "confessare" tanti episodi, sulle peculiarità sociali del territorio tarantino per valutare i migliori interventi da praticare.
I dati presentati serviranno, inoltre, ad impostare una "rete" intercomunicante tra le forze dell'ordine ed i consultori, centri di ascolto, ospedali e pronto soccorso.
Le 1.343 interviste telefoniche, di cui 343 rivolte ad uomini, si sono articolate sugli atteggiamenti e percezioni riguardo alla sicurezza delle donne e della violenza sessuale, la violenza ed i maltrattamenti in famiglia, le violenze subite ed i dati socio-anagrafici.
I dati dalle interviste, rivolte a soggetti tra i 18 ed i 59 anni, hanno fatto emergere che la maggior parte delle risposte ha spiegato che il fenomeno della violenza è addebitabile a motivazioni culturali.
E' emerso, inoltre, che il 70% delle donne, protagoniste di soprusi fisici o psichici, non hanno inteso denunciare gli episodi.
I dati presentati a Taranto, così come in tutte le altre esperienze locali delle ormai innumerevoli Città "Urban", saranno inseriti in un rapporto nazionale, che diverrà uno dei più corposi dossier utili a mirare gli interventi tesi a debellare questa odiosa piaga sociale con risvolti delinquenziali.
Paolo Lerario

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