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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:28

Con «Storie d'Italia» il grande cinema a Taranto

Rassegna dell'«Accademia degli Audaci», in collaborazione con l'Istituto «Pitagora», l'Università della Terza Età «A. V. Curci» e la circoscrizione cittadina del capoluogo ionico Borgo
TARANTO - Verrà proposta, a partire da domani, una rassegna cinematografica per rendere onore al cinema italiano, ai suoi autori, sceneggiatori, interpreti e a tutti quelli che hanno lavorato e ancora lavorano per riproporre le splendide opere cinematografiche che hanno contraddistinto la cultura italiana del Novecento.
E' stata titolata, per questo, "Storie d'Italia" la striscia di film dei grandi autori italiani grazie all'organizzazione dell'Accademia degli Audaci ed in collaborazione con l'Istituto scolastico superiore "Pitagora", l'Università della Terza Età "A. V. Curci" e la circoscrizione cittadina del capoluogo ionico Borgo.
Parte, così, un progetto, che si vuol sviluppare più ampiamente il prossimo anno, che si articolerà in otto incontri, che si terranno tutti presso l'Auditorium scolastico, in Via Pupino, con inizio alle ore 16.00.
Nel corso degli incontri si vedrà e si parlerà di film come "Il giardino dei Finzi Contini", per commemorare il trentesimo anniversario della morte di Vittorio de Sica, "I Compagni", "Una giornata particolare", "Tutti a casa", "Salvatore Giuliano", "Brutti sporchi e cattivi", "Lamerica".
Tutti film scelti per raccontare storie di casa nostra, storie d'Italia, storie di tutti noi.
Si partirà, quindi, con un'opera di De Sica, caposcuola della forte spallata data a quel cinema che faceva assomigliare il film al romanzo popolare.
Questo cinema, coi suoi messaggi più profondi, fu condiviso dai nostri più talentuosi autori, che gli impressero quel timbro che ha fatto conquistare alle migliori opere "in celluloide" una facoltà di immaginare e distribuire informazioni sfruttando le immense potenzialità delle arti visive nell'ambito sociale.
La rassegna "saltellerà" da Luchino Visconti a Roberto Rossellini (creatore della sequenza più straordinaria ed emotiva che mai il cinema abbia saputo esprimere con quel grido di dolore e quelle mani protese dell'indimenticabile Anna Magnani), a Luigi Zampa, Alberto Lattuada, Alessandro Blasetti, Pietro Germi, Giuseppe De Santis, Luciano Emmer, Michelangelo Antonioni, Carlo Lizzani, Mario Monicelli, Mauro Bolognini, Valerio Zurlino, Florestano Vancini, Elio Petri, Ettore Scola, Francesco Rosi, Damiano Damiani.
Tutti maestri, definiti «rivoluzionari dello stile», che quasi all'unisono rifiutarono l'articolazione didattica convenzionale per perseguire l'identificazione del vero e il bello col battito del reale, che l'inimitabile Federico Fellini portò sull'orlo del funambolico.
Una rassegna, perciò, che non vuol essere banalmente retrospettiva.
Paolo Lerario

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