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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:17

Uccise la sua bimba neonata: condannata

La donna partorì nella sua casa, a Taranto, e uccise la bimba lanciandola sul pavimento. In un primo momento dicce che era nata morta, poi confessò
TARANTO - Ritenuta colpevole di aver fatto morire la sua bambina subito dopo il parto, una donna di 39 anni, di Taranto, è stata condannata dalla Corte di assise a 14 anni di reclusione per infanticidio. Il pubblico ministero, Maurizio Carbone, aveva chiesto la condanna a 16 anni.
La vicenda risale al 21 gennaio 2003: secondo l'accusa, la donna, che è vedova, dopo aver partorito nella sua abitazione al quartiere Paolo VI, con l'aiuto della figlia diciassettenne avrebbe ucciso la neonata lanciandola sul pavimento. Subito dopo avrebbe architettato una messinscena: si fece accompagnare da un fratello all'ospedale San Giuseppe Moscati e, portando con sè il corpicino della piccola, disse ai medici che la bimba era nata morta. Ai carabinieri disse di non essersi neppure accorta di essere rimasta incinta e di non sapere chi fosse il padre della creatura.
L'autopsia disposta dal magistrato inquirente però rivelò che la piccola era nata viva e, dopo alcuni interrogatori, sia la donna sia la figlia diciassettenne confessarono il delitto.
La ragazzina si trova attualmente in una comunità e il processo nei suoi confronti è ancora in corso.

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