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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:09

Torre Quetta - Incompleto il piano amianto

«L'intervento di messa in sicurezza è stato praticamente ultimato ma a distanza di pochi giorni dalla fine» un altro stop. Cosa è stato fatto fino ad ora
BARI - Il litorale di Torre Quetta è stato messo in sicurezza dall'amianto, ma il piano è incompleto. E' questo lo stato di attuazione del Piano del litorale denominato Torre Quetta fino a Pane e Pomodoro. Il punto è stato fatto oggi nel corso di una conferenza stampa dai responsabili della Serveco, la ditta incarica di realizzare questi lavori.
«Al momento l'intervento di messa in sicurezza è stato praticamente ultimato - ha spiegato Carmelo Marangi, direttore tecnico della Serveco, la ditta incaricata di effettuare i lavori - ma a distanza di pochi giorni dalla fine, i lavori sono stati sospesi da parte dell'amministrazione comunale a causa del fermo e sequestro di un nostro mezzo che trasportava quotidianamente i rifiuti allo smaltimento per delle difformità notate dagli agenti del Nucleo Operativo Ecologico. Le motivazione che hanno portato a questo blocco - ha aggiunto Marangi - sono di carattere formale non sostanziale: un codice che secondo i carabinieri non era esatti, l'indicazione del produttore non era corretta. Nel frattempo il mezzo è stato dissequestrato, i lavori sono stati sospesi e questo comporta che non potessimo effettuare i lavori di mantenimento della sicurezza ed i tecnici proseguire con la caratterizzazione per verificare realmente ed in profondità lo stato d'inquinamento della spiaggia. Ci auguriamo che al più presto gli uffici competenti possano darci disposizioni per riprendere questi lavori».
Il sito, attualmente posto sotto sequestro dal magistrato, Ciro Angelillis, per l'individuazione da parte dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente (Arpa) della presenza di amianto dalla fine del mese di giugno, è stato interessato da operazioni di messa in sicurezza d'emergenza. «Proprio perché in passato era stato rilevato che il materiale ritrovato in superficie era spiaggiato dal mare - ha continuato Marangi - la messa in sicurezza d'emergenza, definita dallo studio Tedesi, è stata prevista sia sul litorale a terra, sia nel primo tratto di fondale marino, prevenendo il fatto che il materiale in grandi quantità potesse continuare ad essere spiaggiato. Questo tipo d'intervento non è una tecnica che intende risolvere il problema dell'inquinamento da amianto, ma soltanto il primo intervento di un iter previsto dalla legge che prevede, dopo la fase di messa in sicurezza d'emergenza, la caratterizzazione, un'indagine per capire la reale situazione e definire le tecniche di bonifica che porteranno alla risoluzione finale del lavoro».
Allo stato attuale, comunque, su un tratto di 170 metri di spiaggia restano da effettuare le ispezioni ed eventuale raccolta e smaltimento di frammenti in cemento amianto nei parcheggi, nei tratti pavimentati e nelle zone a verde. Devono essere realizzate, inoltre, le operazioni di «mantenimento» sull'intera area.
Pierluigi De Santis

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