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Sabato 23 Settembre 2017 | 20:19

A Taranto le «pari opportunità» in un Cd

Le discriminazioni femminili nel mondo del lavoro sono state raccolte in un cd multimediale, presentato dalla consigliera per le Pari Opportunità, Perla Suma, nel corso di un meeting promosso dal Lions Club Massafra-Mottola
TARANTO - Le discriminazioni femminili nel mondo del lavoro sono state raccolte in un cd multimediale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, obiettivo 3 e cioè del Nord Italia.
Il multimediale è stato presentato dalla consigliera per le Pari Opportunità, Perla Suma, nel corso di un meeting promosso dal Lions Club Massafra-Mottola, ed è stato occasione per approfondire il progetto "Pari Opportunità, il caso di Taranto alla ribalta nazionale".
La Suma, nominata consigliera di parità e pari opportunità alla Provincia di Taranto dal Ministro del Lavoro e referente della Regione Puglia nel nuovo sito "la Rete delle Pari Opportunità" presso la Presidenza del Consiglio, col multimediale, frutto dell'esperienza derivante dalle migliaia di casi trattati in questi ultimi tre anni, ha inteso approfondire tutti quegli episodi che, di fatto, non consentono alle donne di sentirsi completamente tutelate nella vita di tutti i giorni.
Ad iniziare da quelle situazioni «allarmanti» come quelle dei bandi di concorso che escludono la partecipazione delle donne. Per continuare con quei «terribili» casi di donne che, rientrate al lavoro dopo la maternità, non occupano più la stessa posizione e quindi sono demansionate e dequalificate e «ciò - è stato sostenuto - avviene, contrariamente a quanto si possa credere, non solo con datori di lavoro privati ma anche con gli enti pubblici».
A Taranto, per via della disoccupazione diffusa, è di moda - è stato sostenuto - lo stereotipo culturale, difficilmente incrinabile, per il quale è l'uomo che garantisce continuità e disponibilità.
La donna, invece, deve poter lavorare e poter restare nel mercato del lavoro.
Non è, insomma, un terminale SOS per chi cerca lavoro, ma un'opportunità di recuperare terreno, e soprattutto pari dignità, da parte delle donne della zona ionica e la cui funzione deve ancora essere compresa pienamente.
Ciò ha fatto percepire che l'interesse per questo centro continua ad incrementarsi ed è evidente dal fatto che sono sempre più le interessate a richiedere ulteriori informazioni, ma conservando l'anonimato.
Per questo la struttura si doterà a breve di un sito internet.
Paolo Lerario

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