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Martedì 26 Settembre 2017 | 00:30

Ritrovato arsenale in villetta nel Foggiano, un arresto

Nella zona di San Severo: due fucili ed oltre 1.500 munizioni da guerra e da sparo detenute in una villa con telecamere a circuito chiuso. Arrestato il propietario
Ritrovato arsenale in villetta nel Foggiano, un arresto
SAN SEVERO (FOGGIA) - SAN SEVERO (FOGGIA) - Munizioni di vario tipo e diamanti, probabilmente provenienti da furto, sono stati sequestrati dalla Polizia in una villetta superprotetta in contrada «Spiavento» nelle campagne tra san Severo e San Paolo Civitate, in provincia di Foggia. Un pregiudicato di 55 anni, Antonio Malizia, proprietario dell'abitazione, è stato arrestato.
Il ritrovamento è avvenuto nell'ambito dei controlli svolti nelle città dell'Alto Tavoliere nell'ambito delle indagini per il misterioso ferimento del ragazzo di 14 anni di San Severo, avvenuto nei giorni scorsi. La villetta era circondata da telecamere a circuito chiuso, circostanza che ha insospettito i poliziotti, e vigilata da due cani di razza pittbull.
Nel corso della perquisizione la Polizia ha trovato due fucili calibro 12 perfettamente conservati, uno dei quali aveva il colpo in canna, ed oltre 1500 cartucce di vario tipo sia da guerra che da sparo. Uno dei fucili era stato nascosto all'interno di un divano, l'altro sotto un cumulo di legna. Parte delle munizioni si trovava in giardino, la restante sotto la cappa di un camino ed in alcuni ripostigli.
In uno sgabuzzino è stata trovata una miccia detonante di oltre 10 metri di lunghezza di quelle adoperate per le cave di pietra. La pericolosità della miccia ha indotto gli agenti subito dopo il sequestro ed affidarla a una polveriera per motivi di sicurezza. Al momento dell'arresto, Malizia, che è gestore di una sala giochi a San Severo, è stato trovato in possesso di una ventina di smeraldi probabilmente smontati da un anello, per un valore di 10 mila euro.
Oltre che dell'accusa di detenzione illegale di armi e munizioni, l'uomo dovrà rispondere anche di ricettazione. Gli inquirenti non escludono che le munizioni e le armi venivano prestate all'occorrenza alla criminalità locale, ipotesi suffragata anche dalla presenza delle micce utilizzate per confezionare ordigni rudimentali.

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