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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:01

Passa per Bari la triste storia di Roxana

Il suo presunto assassino (Nicola Lomuscio, 55 anni) aveva chiesto il passaporto alla Prefettura del capoluogo pugliese. Lei aveva 17 anni
ROMA - Roxana avrebbe compiuto 18 anni il 27 luglio scorso, ma è stata uccisa prima. La ragazza è arrivata in Italia dalla Romania con il fratello nell' autunno del 2003. Ad ottobre, il fratello era stato espulso perchè irregolare e lei era rimasta nella zona di Ardea e Tor San Lorenzo appoggiandosi a casa di amici e conoscenti, fino a quando non ha conosciuto Nicola Lomuscio, il suo assassino.
Roxana aveva messo su Porta Portese un' inserzione come colf e Lomuscio aveva preso contatti con la ragazza tramite il numero di telefono pubblicato sul giornale.
I due erano andati a vivere insieme. Il cinquantacinquenne l' aveva convinta con l' offerta di una casa e soldi per vivere, oltre a farle molti regali. L' uomo, però, era molto geloso, maltrattava la ragazza tanto che i vicini di casa hanno raccontato che più volte avevano sentito litigi. A febbraio scorso, Roxana, probabilmente a causa dell' ennesima discussione, aveva deciso di lasciare Nicola ed era andata a vivere da un amico, anche lui italiano. Ad aprile, dopo le insistenze di Lomuscio, la diciassettenne aveva deciso di tornare a vivere con lui. Ma il rientro nell' abitazione le è stato fatale. Proprio in quella casa, infatti, in località «La Sbarra» sul litorale, Lomuscio l'avrebbe uccisa, strangolandola con un laccio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe poi occultato il cadavere di Roxana nella spiaggia di Tor San Lorenzo.
La mamma, che vive in Romania, aveva cominciato a preoccuparsi, perchè la figlia le telefonava più volte al giorno e ad un tratto era sparita. Lomuscio, che conosceva la madre di Roxana perchè per un periodo era stata in Italia, per non destare sospetti dopo la scomparsa della ragazza, cominciò a far chiamare in Romania da un' altra giovane. La donna capì, però, subito che non era la figlia.
Lomuscio ha precedenti contro il patrimonio, ed in passato si era trasferito clandestinamente a Philadelphia, negli Stati Uniti, dove aveva sposato un' americana. Sotto falso nome, il cinquantacinquenne faceva il cuoco, ma in realtà era implicato in rapine, spaccio di stupefacenti, evasione fiscale e resistenza a pubblico ufficiale, tanto che, scoperto, venne espulso nel maggio del 2002, quandò tornò ad Ardea.
Dopo l' uccisione della ragazza, Lomuscio si stava organizzando per fuggire: aveva, infatti, fatto richiesta del passaporto presso la Procura di Bari, intrattenendo anche rapporti con personaggi pugliesi, noti come falsificatori di documenti. L' uomo, sempre per non destare sospetti, aveva denunciato il furto di un cellulare e di 3.500 euro ad opera della ragazza e aveva fatto trovare una lettera nella quale la diciassettenne scriveva che se ne sarebbe andata perchè colpevole del furto. La perizia calligrafica ha accertato che la lettera era stata scritta da Lomuscio stesso.
Più volte l' uomo ha anche fatto passi falsi, come quando, alla fine di giugno, in un bar di Ardea raccontò agli amici che era stato ritrovato un cadavere sulla spiaggia, mentre il rinvenimento della diciassettenne non era ancora avvenuto. «Non sarà mica Roxana?», aveva detto l' uomo in quella occasione.
Intercettazioni telefoniche, verifica di traffici telefonici internazionali, pedinamenti in tutta Italia, testimonianze dei vicini hanno condotto gli uomini della polizia al cinquantacinquenne. Per accertare che il corpo della giovane fosse quello di Roxana, è stato necessario l' esame del dna. La mamma della ragazza è stata fatta venire in Italia, anche se il particolare del tatuaggio aveva portato gli investigatori alla diciassettenne romena. Stanotte infine, l' arresto di Lomuscio nella sua abitazione di via Omero a Tor San Lorenzo.

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