Cerca

Martedì 26 Settembre 2017 | 20:23

Su Peacelink, mappa dei bombardamenti su Bassora

I 51 siti bombardati dall'esercito inglese con proiettili all'uranio impoverito su www.peacelink.it, sito dell'associazione pacifista tarantina
ROMA - Una mappa della città di Bassora con indicati in rosso i 51 siti bombardati dall'esercito inglese con proiettili all'uranio impoverito. L'ha pubblicata oggi sul suo sito internet "Peacelink" (www.peacelink.it), l'associazione tarantina nata dopo la prima guerra del Golfo per diffondere "informazione di pace" e legata al mondo cattolico e del volontariato. La mappa indica diversi punti dove complessivamente sarebbero stati sparati proiettili per un totale di 1,9 tonnellate di uranio impoverito.
I dati sono stati forniti all'associazione da un parlamentare inglese, Llew Smith, che ha indicato le coordinate dei siti colpiti dai militari inglesi e che il sito pubblica. A sua volta il parlamentare, spiega Peacelink, aveva avuto le informazioni dallo stesso ministero della Difesa britannico, che ha confermato l'uso dei proiettili all'uranio. «Le forze armate britanniche hanno da tempo in dotazione munizionamento all'uranio impoverito - afferma l'associazione - e lo ha utilizzato nel corso delle numerose battaglie che si sono svolte nei dintorni di Bassora con l'esercito iracheno». In particolare, sostiene Peacelink, sono stati i carri armati "Challenger" «che hanno sparato proiettili per un totale di 1,9 tonnellate di uranio impoverito».
L'utilizzo dell'uranio impoverito nella zona di Bassora, prosegue inoltre Peacelink, potrebbe rappresentare un serio rischio per i militari italiani a Nassiriya. «La città è a circa 200 km a nord di Bassora - afferma - in una zona in cui si sono svolte numerose battaglie tra carri armati sia nel '91 sia nel '03 e che quindi ha visto l'uso dell'uranio impoverito. Quella zona inoltre è nota per i venti molto forti che trasportano sabbia anche a distanza notevole» e che soffiano in almeno due periodi dell'anno da sud verso nord. «E' evidente dunque - conclude Peacelink - che le condizioni ambientali favoriscono la diffusione anche a notevoli distanze delle particelle di uranio impoverito, cosi come quelle di altri materiali pesanti che una volta inalati possono essere molto pericolosi per l'uomo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione