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Martedì 26 Settembre 2017 | 23:58

Bari - Conoscere le biotecnologie per usarle al meglio

Seminario su "Biotecnologie non ogm in agricoltura" tra Coldiretti Puglia, Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (Aiab) e Tecnopolis Csata. Pietro Salcuni, Presidente della Coldiretti: «occorre chiarire la differenza fra l'utilizzo di biotecnologie in campo agricolo e gli ogm»
Le biotecnologie e gli organismi geneticamente modificati non sono di per sé nocivi, ma diventano tali per l'uso che se ne fa. Per questo è necessario investire nella ricerca. E' l'orientamento della Coldiretti Puglia, Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (Aiab) e Tecnopolis Csata emerso dal seminario su "Biotecnologie non ogm in agricoltura" che si è tenuto oggi a Bari.
«Non siamo contro le biotecnologie - ha sottolineato Pietro Salcuni, Presidente della Coldiretti - che servono per le cellule, le terre, la sanità, ma per la tutela del made in Italy. Per questo occorre chiarire la differenza fra l'utilizzo di biotecnologie in campo agricolo e gli ogm. Le biotecnologie devono sviluppare l'agricoltura senza eliminare tradizioni e caratteristiche dei discorsi. E' fondamentale puntare sul rispetto dell'ambiente, della qualità e salubrità delle produzioni che possano consentire diversificazioni produttive e maggiore curabilità commerciale delle stesse».
Per il Presidente dell'Aiab, Savino Santovito, «è necessario fare chiarezza sulle relazioni esistenti tra biotecnologie ed agricoltura biologica. Si tratta di trovare le opportune sinergie per uno sviluppo innovativo e sostenibile del territorio».
Nei confronti delle biotecnologie e l'utilizzo di ogm la Puglia sta attuando il Programma Regionale di Azioni Innovative per l'Innovazione ed il miglioramento del rapporto industria-ricerca mediante le biotecnologie.
Le azioni innovative nell'area delle biotecnologie hanno l'obiettivo strategico d'investire in maniera trasversale nei settori cardine dell'economia pugliese. Sono stati attuati, per questo, specifici interventi per il trasferimento al sistema produttivo dei risultati della ricerca biotecnologica di ambito universitario e la realizzazione di un sistema reticolare di Biopoli produrranno un duplice benefico effetto nello sviluppo delle biotecnologie nei settori ambiente, agroalimentare e sanità: migliorare la qualità della vita ed innalzare la competitività del sistema sociale e produttivo regionale.
Nel programma i due strumenti operativi essenziali sono l'Osservatorio Regionale per le Biotecnologie, per le attività di mappatura, monitorare e mettere in rete esperienze, risorse e professionalità , e la rete di cooperazione, elemento propulsivo di sviluppo locale in grado di rendere competitivo un sistema di piccole e medie imprese coordinato con centri di ricerca, università ed istituzioni.
Il prof. Vito Savino, del Dipartimento di Protezione delle piante dalle malattie della Facoltà di Agraria dell'Università di Bari, ha spiegato, a tal proposito, come le biotecnologie e gli ogm possano essere utilizzate in maniera benefica «le biotecnologie in agricoltura - ha detto - si possono dividere in diverse categorie: quelle che stanno trovando più larga applicazione è nel settore della diagnostica, per la diagnosi e l'individuazione dei patogeni. In modo particolare per l'individuazione dei virus sono applicate le biotecnologie sierologiche, che utilizzano gli antisieri, sia molecolari, che adoperano le sonde o la tecnica dell'elettroforesi. Si utilizzano per il risanamento delle piante e la difesa delle piante mediante microrganismi. Ci sono buoni esempi ma non vi è un'applicazione su larga scala. Per quanto riguarda gli ogm non posso condividere la chiusura ed il blocco della ricerca ma occorre essere molto prudenti».

Pierluigi De Santis

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