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Lunedì 25 Settembre 2017 | 02:59

Truffa Banca 121: si decide

Il gip dovrà pronunciarsi sulla posizione del governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, e dell'ex presidente della Consob, Luigi Spaventa, indagati
Antonio Fazio, Governatore della Banca d TRANI - E' attesa nei prossimi giorni la decisione del Gip del Tribunale di Trani Michele Nardi sull'opposizione alla richiesta d'archiviazione formulata dal Pubblico Ministero Antonio Savasta per il governatore di BankItalia, Antonio Fazio, e per l'ex presidente della Consob, Luigi Spaventa.
Il gip dovrà pronunciarsi sul se e perché i due illustri indagati abbiano avuto o meno un ruolo penalmente rilevante col collocamento dei prodotti finanziari dell'ex Banca 121, poi acquisita dal Monte dei Paschi di Siena, a cominciare dai Btp-Tel, Btp-Index e Btp On Line.
E' durata 9 ore la camera di consiglio in cui l'avv. Gaetano Scamarcio, oppostosi per conto di 2 risparmiatori comunque rimborsati delle perdite subite, ha evidenziato le ragioni per cui a carico di Fazio e Spaventa si debba formulare un capo d'imputazione per non aver vigilato sul collocamento.
Molto più stringata ma, comunque circostanziata e basata su riscontri documentali, la difesa dei due illustri indagati assistiti dagli avvocati Franco Coppi, Nicola Marseglia e Giovanna Corrias Lucente che hanno respinto ogni tipo di accusa sostenendo come Bankitalia e Consob si siano attenuti al controllo nei limiti previsti dalla normativa in vigore.
Tre i possibili scenari della decisione del Gip: archiviare la posizione di uno o entrambi gli indagati, disporre al Pm l'imputazione coatta del capo d'imputazione; o indicare al Pm un supplemento d'indagine; ipotesi questa meno quotata dinanzi alla mole di atti che già formano il fascicolo d'inchiesta.
La posizione di Fazio e Spaventa è stata stralciata dal fascicolo madre dell'indagine che conta oltre 40 indagati, tra cui i vertici dell'ex istituto di Surbo.
Secondo il Pm "agli organi di controllo non può ascriversi nessuna condotta omissiva di rilievo penale". Per Savasta sarebbe censurabile, invece, la condotta della banca, che non avrebbe fornito collaborazione agli organi ispettivi sulla valutazione dell'intera vicenda, senza, che, peraltro, BankItalia e Consob avessero poteri impositivi "vigendo solo un onere di alligazione da parte della banca controllata".
Per Scamarcio, invece, non ci sarebbe stata vigilanza, e ieri il legale ha evidenziato "la condotta dolosa di BankItalia e Consob in quanto i prodotti emessi dalla 121 non sono obbligazioni e non rientrano perciò tra i casi previsti dal Testo Unico Bancario, per cui non c'è comunicazione preventiva da parte della Banca". Per Scamarcio "la Banca d'Italia sapeva tutto attraverso il reparto di vigilanza che per legge deve trattenere il dialogo operativo delle sue ispezioni solo ed esclusivamente col governatore".
"BankItalia ha svolto interventi di controllo nei limiti dei suoi poteri" - ha replicato il prof. Coppi secondo cui, peraltro, l'attuale normativa in tema di controlli è lacunosa.
"BankItalia - ha proseguito Coppi - ha invitato Mps ad adeguarsi alle contestazioni avanzate durante le ispezioni e ha ricevuto rassicurazioni; solo dopo si è accorta che Mps non solo non si era adeguata alle direttive ma aveva fatto finta di collaborare".
"Nessuna responsabilità di alcun tipo è riconducibile alla Consob ed al suo ex presidente" - gli ha fatto eco l'avv. Corrias. La Consob ha regolarmente esercitato i poteri ispettivi e le prerogative istituzionali, mentre non le competeva alcun potere di autorizzazione né di esame preventivo sui prodotti di Banca 121 perché esenti ai sensi dell'art. 100 del Testo Unico della Finanza".
Scamarcio si è anche opposto alla produzione di una memoria del Pm che in aula si è avvalso del consulente Francesco Moliterni dell'Università di Bari.
Antonello Norscia

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