Cerca

Venerdì 19 Gennaio 2018 | 16:22

Petruzzelli - Gli scavi fanno... acqua

Esposti inviati dagli amministratori di alcuni condomini della zona che si affacciano proprio sul teatro in ricostruzione. I lavori stanno facendo emergere acqua marina
BARI - Situazioni di pericolo per la stabilità di alcuni palazzi potrebbero essere prodotte dagli scavi in corso nel cantiere allestito alle spalle del teatro Petruzzelli di Bari, interessato da mesi dai lavori di ricostruzione. Gli scavi, infatti, stanno facendo emergere dal sottosuolo una gran quantità di acqua marina, che nelle ore serali viene aspirata con pompe idrovore.
Lo denunciano in esposti inviati al Comune di Bari, alla Ripartizione edilizia e al comando dei vigili del fuoco gli amministratori di alcuni condomini della prestigiosa zona Umbertina che si affacciano proprio sul teatro in ricostruzione. Gli abitanti di uno dei questi condomini, che si trova in via Quarnaro, nel luglio scorso hanno denunciato di aver trovato allagate le cantine del loro stabile e hanno ipotizzato che ciò sia stato provocato dai lavori di scavo che hanno modificato il regime delle acque sotterranee. Nella zona, infatti, secondo alcuni esperti, scorre un torrente sotterraneo che scende da via De Giosa, lambisce proprio il Petruzzelli e, con tutta probabilità, finisce in mare, a poche decine di metri di distanza.
I lavori di scavo - a quanto si è potuto sapere - serviranno a creare nel sottosuolo (alla profondità massima di sei metri) un vano nel quale saranno collocati i gruppi elettrogeni e l'impianto antincendio del nuovo teatro Petruzzelli. Appena sarà ultimato, attorno al vano verrà creata una parete in cemento che consentirà di chiudere il nuovo ambiente: lo sbarramento - secondo i denuncianti - potrebbe sconvolgere l'equilibro delle acque sotterranee e creare serie ripercussioni anche alla stabilità degli edifici vicini.
Negli esposti si ipotizza inoltre che i lavori di scavo vengono realizzati senza la necessaria Valutazione di impatto ambientale (Via), senza compiere saggi diagnostici, in assenza di studi di fattibilità, senza ricerche sulla falda (che sarebbe inquinata dagli idrocarburi) e senza i necessari elaborati progettuali. Un abitante della zona, nel luglio scorso, ha chiesto alla ripartizione edilizia del Comune di Bari se fossero stati depositati i documenti e gli elaborati progettuali riguardanti i lavori in corso e ha ricevuto risposta negativa. Ma questa vicenda è tutta da verificare.
Alcuni abitanti, inoltre, sostengono che alla questione degli scavi e ai problemi che ne derivano il Comune di Bari si stia disinteressando pur essendone direttamente coinvolto dato che i lavori interessano la sede stradale (tra via Fiume e via XIV maggio), che è di proprietà dell' ente comunale.
Con una battuta gli abitanti della zona sostengono che, grazie all'acqua che emerge dai lavori di scavo, «ora Bari somiglia davvero a Venezia».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400