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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:05

Teatro Petruzzelli, ancora cantiere 13 anni dopo il rogo

La storia del Politeama di Bari ancora all'anno zero sia dal punto di vista giudiziario che della ricostruzione dall'incendio che lo distrusse il 27 ottobre 1991
BARI - Ha quel sapore un po' amaro e un po' rassegnato delle opere incompiute la storia della ricostruzione del teatro Petruzzelli di Bari: a 13 anni da quell'alba del 27 ottobre 1991 in cui molti baresi videro levarsi fiamme e fumo dalla cupola del loro teatro di tradizione, ruspe e mezzi meccanici sono ancora lì a testimonianza di un andamento dei lavori che sarebbe un eufemismo definire lento.
E anche dal punto di vista giudiziario sembra di essere ancora all'anno zero: alla fine del febbraio scorso la Corte d'appello di Bari ha disposto la rinnovazione quasi totale del processo d'appello bis per l'incendio doloso che distrusse gli interni del Petruzzelli, dopo che la Cassazione aveva annullato la prima sentenza di appello con la quale era stato condannato anche l'ex gestore del teatro Ferdinando Pinto. Questi, infatti, è accusato di concorso nel rogo doloso e falso in bilancio.
Di pari passo, acclaramento delle responsabilità dell'incendio e modalità della ricostruzione hanno seguito percorsi tortuosi. Che non fosse facile venire a capo della vicenda, era apparso chiaro sin dall'inizio, anche per via della particolare connotazione del teatro, un edificio realizzato da privati nei primi anni del Novecento - si inaugurò il 14 febbraio 1903 con la rappresentazione degli 'Ugonotti' di Meyerbeer - ma su un suolo pubblico dato in concessione dal Comune. Le spese per la ricostruzione, dopo il rogo del '91, non avrebbero potuto essere sostenute dai proprietari - gli eredi Messeni Nemagna - e quindi il ricorso ai finanziamenti pubblici diventava obbligato.
Le modalità su come garantire da un lato l'uso pubblico del teatro ricostruito con fondi dello Stato e dall'altro i diritti della proprietà - frammentata fra i vari componenti della famiglia, spesso presentatisi in disaccordo sulle posizioni da assumere - hanno rappresentato il nodo centrale di interminabili querelle legali.
Al termine di vicissitudini, nelle quali si sono alternati numerosi politici - da Giovanna Melandri a Vittorio Sgarbi - il 21 novembre del 2002, alla presenza del ministro alle Attività culturali, Giuliano Urbani, i rappresentanti della famiglia Messeni Nemagna, del Comune e della Provincia di Bari e della Regione Puglia firmarono l'accordo per affidare la ricostruzione del Petruzzelli a una Fondazione lirico-sinfonica. Questa avrà il compito - una volta che il teatro torni ad essere operativo - di gestire l'attività artistica del Petruzzelli per 40 anni dietro il pagamento di un canone alla famiglia di 500.000 euro l'anno. La ricostruzione - avviata il 13 maggio 2003 dallo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che si improvvisò 'restauratore' per l'occasione - costerà complessivamente 60 miliardi di vecchie lire, 20 dei quali già stanziati dallo Stato, 30 da Regione, Provincia e Comune e 10 da privati.
I lavori sono finalmente cominciati senza grande clamore e altrettanto sommessamente procedono: e forse spinti dalla volontà di mostrare ai cittadini che qualcosa si sta muovendo, la Direzione regionale del Ministero per i Beni culturali, la Soprintendenza per i Beni architettonici della Puglia e il Consorzio recupero patrimonio artistico (il cartello costituito dalle imprese che partecipano al ripristino della struttura) il 29 ottobre, col patrocinio del Comune di Bari, mostreranno su un maxi-schermo all'esterno del cantiere quanto realizzato sinora.
Pia Chiarappa

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