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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:41

Chiuse le indagini su «La Cascina»

Notificati 32 avvisi ai vertici romani e baresi della cooperativa che gestiva le mense di università, scuole e ospedali nel Barese servendo cibi scaduti e avariati
BARI - Avrebbero servito cibi di pessima qualità, a volte scaduti e avariati, agli ammalati del policlinico di Bari, ai bambini di scuole di città e provincia e agli studenti dell'università. Alle gare d'appalto, poi, avrebbero partecipato truffando le amministrazioni pubbliche producendo autocertificazioni false che attestavano il pagamento di contributi previdenziali e assistenziali, tasse e imposte.
Per questi episodi la Procura presso il Tribunale di Bari ha notificato 32 avvisi di conclusione delle indagini ai vertici romani e baresi della cooperativa La Cascina che fino all'aprile del 2003 gestiva, in regime di monopolio, le mense di scuole materne e elementari nel barese, quelle dell' università e i pasti del Policlinico, il secondo ospedale più grande del Mezzogiorno. Il presunto colossale raggiro venne alla luce il 9 aprile 2003 quando furono arrestate otto persone, mentre ad altre due - Giorgio Federici, dirigente anche di fatto de La Cascina, e Luigi Grimaldi, all'epoca dei fatti vice presidente de La Cascina - furono notificate misure cautelari interdittive degli uffici direttivi dell' attività d' impresa per la durata di due mesi.
Agli arresti domiciliari (poi revocati) finirono: Salvatore Menolascina, di 36 anni, di Bari, per gli investigatori amministratore di fatto per la sede di Bari de La Cascina, considerato dall'accusa il titolare e il gestore assoluto della cooperativa; Emilio Fusco Roussier, di 33 anni, di Taranto, dirigente anche di fatto e consigliere responsabile degli uffici di Bari de La Cascina; Camillo Aceto, di 40, originario di Guglionesi (Campobasso), dirigente anche di fatto e responsabile degli uffici di Bari de La Cascina; Gabriele Scotti, di 35, originario di Potenza, dirigente anche di fatto e responsabile produzione e settore qualità degli impianti di Bari della cooperativa; e Ivan Perrone, di 31, di Taranto, dirigente anche di fatto e ispettore dell'ufficio qualità di Bari. Furono arrestati anche tre fornitori della cooperativa: Luigi e Elio Partipilo, padre e figlio, baresi di 66 e 37 anni, e Rosario Mastrangelo, di 61, di Santeramo in Colle (Bari).
Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, numerosi episodi di truffa aggravata ai danni di enti pubblici, falsità ideologica e materiale, frode nelle pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e turbata libertà degli incanti. In una delle conversazioni intercettate dagli investigatori due indagati parlano di una partita di carne putrefatta da servire ai degenti del Policlinico e uno dice all' altro: «Se 'sta carne la diamo ai leoni dello Zoosafari, muoiono».

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