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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:15

Bisceglie - Maresciallo CC arrestato dai colleghi

Il sottufficiale leccese Sergio Vergallo, 47 anni, è ai "domiciliari" per peculato e falso ideologico. Si sarebbe appropriato di denaro proveniente da un sequestro di videopoker. Ordinanza del Tribunale di Trani
BISCEGLIE - Ad arrestarlo sono stati i suoi stessi colleghi della stazione dei Carabinieri di Bisceglie. Nelle loro mani l'ordinanza di arresti domiciliari del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Antonio Lo Vecchio, richiesta dal Pubblico Ministero Giuseppe Maralfa.
Peculato e falso ideologico. Queste le accuse mosse a carico del maresciallo capo della tenenza di Bisceglie Sergio Vergallo, 47 anni, leccese.
Gli arresti domiciliari sono stati disposti anche nei confronti di Sebastiano De Feudis, 29 anni biscegliese, proprietario di alcuni videopoker sequestrati al gestore di un bar del centro di Bisceglie il 22 settembre dello scorso anno.
In quell'occasione i Carabinieri, nel corso di un controllo, sequestrarono poco più di 1000 Euro che sarebbero stati il provento di videopoker illegali.
Ma sul successivo libretto postale, acceso da Vergallo per depositare la somma, fu versato - secondo il Pm - un importo inferiore di circa 180 Euro rispetto al danaro sequestrato.
In una nota di servizio il sottufficiale sostenne che la maggior somma indicata nel verbale di sequestro fu dovuta ad un mero errore di conteggio, dunque non ci sarebbe stato nessun ammanco.
Secondo l'accusa, inoltre, un'altra somma imprecisata costituita da monete metalliche sarebbe sparita da una macchinetta cambiamonete presente all'interno del bar.
A confermare la presenza di quel tipo di videopoker erano stati anche alcuni avventori del bar, tuttavia la successiva consulenza disposta dal Pm non evidenziò la presenza di software illeciti.
I videopoker rimasero in custodia nell'esercizio commerciale, ma prima della perizia tecnica, De Feudis - l'unico in possesso delle chiavi di accesso ai programmi del videogioco - in concorso col gestore del bar, indagato a piede libero, avrebbe sostituito le schede illegali con software di giochi leciti.
Antonello Norscia

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