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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:28

Bari - Ergastolo per l'omicidio Marchitelli

Domenico Masciopinto è tra i presunti assassini di Gaetano, il 15enne ucciso per errore il 2 ottobre 2003 mel rione Carbonara in una sparatoria tra clan
BARI - Domenico Masciopinto, 20 anni, uno dei giovani presunti assassini di Gaetano Marchitelli, il 15enne ucciso per errore il 2 ottobre 2003 nel rione Carbonara di Bari durante una sparatoria tra clan mafiosi rivali, è stato condannato all'ergastolo.
La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, in cui il giudice, Daniela Rinaldi, ha unificato sotto i vincoli della continuazione i capi di imputazione che si riferivano sia all'omicidio di Gaetano Marchitelli sia al duplice tentativo di omicidio di Angelo Colapietro e Vito Fasano (a loro volta condannati ad un anno di reclusione per favoreggiamento), reato per cui l'accusa aveva chiesto ulteriori 10 anni di reclusione. Nel calcolo della pena il gup Rinaldi è partita, così come aveva chiesto l'accusa, dall'ergastolo con l'isolamento diurno e, per effetto dello sconto previsto dal secondo comma dell'articolo 442 del codice di procedura penale, che disciplina i procedimenti speciali, ha inflitto all'imputato la massima pena detentiva.
Ha poi riconosciuto una provvisionale immediatamente esecutiva al Comune di Bari di 60mila euro e ai familiari della vittima di 100mila euro. Nei confronti di un altro minorenne che fu ferito nell'agguato sono stati liquidati 30mila euro di danni.
Il pm inquirente della Dda di Bari, Desirè Digeronimo ha commentato la sentenza dicendo: «La riposta dello Stato prima o poi arriva ed è proporzionale alla gravità dei fatti che vengono contestati. E' importante sottolineare - aggiunge la Digeronimo - l'ammissione del Comune di Bari come parte civile: al Comune è stata liquidata infatti una provvisionale, ciò vuol dire che l'omicidio Marchitelli ha inferto una durissima ferita non solo ai genitori del minorenne ucciso ma al tessuto sociale cittadino». Per l'omicidio del 15enne, il 31 agosto scorso furono arrestati e sono tuttora sottoposti ad indagini, i fratelli Vincenzo e Luigi Guglielmi, di 19 e 22 anni e Francesco Costa di 19 anni di Sidereo (Reggio Calabria), ritenuto affiliato alla 'ndrangheta calabrese e legato ai Guglielmi perché prima della loro cattura, viveva con una delle loro sorelle. Nei mesi scorsi, per impedire la scarcerazione di Masciopinto, il pm era stato costretto a stralciare la posizione dell'indagato dal fascicolo principale.

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