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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:43

Tre fratelli di Bari si ritrovano a Verona dopo 60 anni

A dividerli fu la guerra in una struggente storia. Si sono riabbracciati in un incontro con le famiglie che li acudirono a Verona tra 1943 e il 1945 quando la mamma non potè raggiungerli in una Italia divisa in due
Fratelli Quero Tre fratelli di Bari si sono ritrovati a Verona, dopo sessant'anni con Mario Maggia, e Lina e Angelina Tosi alle cui famiglie furono affidati durante l'ultima guerra. Tommaso, Mario e Livio Quero, oggi affermati professionisti più che brizzolati, avevano rispettivamente 10, 9 e 6 anni quando, tra il 1943 e il 1945, perdettero ogni traccia della madre Silvia Zoppi coinvolta in modo drammatico dagli eventi della guerra. Il padre dei bambini Francesco, ufficiale medico, di stanza in caserme di Montorio nel Veronese, non potendo tenere con sé i figli, li affidò prima alle cure di Palmira Maggia anche lei con tre figli piccoli e poi a sette sorelle della famiglia Tosi lavandaie di Avesa.
Tommaso, Mario e Livio erano arrivati con la madre il 25 luglio, giorno dell'arresto di Mussolini, a Montorio e qui ospitati dai Maggia, anche loro con tre figli piccoli. Verso i primi settembre la signora Silvia ritenne opportuno ritornare a Bari per prendere il guardaroba invernale e poi tornare subito su. Fu, invece, impedita perché con l'Italia divisa in due, da una parte i tedeschi, dall'altra gli alleati, era impossibile viaggiare e comunicare. I piccoli Quero continuarono a vivere con i Maggia nonostante le difficoltà della guerra, li trattarono amorevolmente senza troppe privazioni. Poi, però, il capofamiglia, ferroviere, perdette il posto di lavoro e i bambini affidati alle sorelle Tosi, anche loro affettuose madri adottive.
Mamma Silvia da Bari tramite la Croce Rossa, ebbe solo frammentarie notizie dei suoi finché accadde l'inverosimile. Due soldati italiani, reduci dall'Africa e inquadrati nelle forze di Liberazione, per caso le riferirono di tre "putei di Bari" che si trovavano ad Avesa. Quei militari si chiamavano Tosi ed erano fratelli delle lavandaie.
La donna risalì da sola l'Italia sconvolta dal disastro bellico e il giorno del Corpus domini del '45 si ricongiunse alla famiglia.
«Vedemmo una signora che in lacrime ci abbracciava e ci chiamava per nome dicendo d'essere la nostra mamma- racconta commosso Mario Quero, medico dermatologo - e noi, invece, non la riconoscevamo».
La famiglia tornò a Bari dopo un lungo e avventuroso viaggio.
I tre fratelli Quero non hanno mai dimenticato le famiglie adottive.
«S'imponeva un pellegrinaggio per ritrovare i nostri benefattori», dice ancora Mario Quero.
Così alcuni giorni fa i tre fratelli sono partiti per Montorio ed Avesa. Hanno cominciato ricerche non facili finché Hanno rintracciato Mario, uno dei tre fratelli Maggia, Lina e Angelina Tosi.
Non si sono riconosciuti subito. La fisionomia era ben diversa da quando erano bambini: oggi capelli radi e ingrigiti, qualche ruga in più, ma è bastato ricordare delle marachelle insieme fatte da piccoli che sono stati baci e abbracci. E qualche lacrima.
Vittorio Stagnani

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