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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:11

Bari, dirigenti iracheni a «scuola d'amministrazione»

Trentaquattro funzionari pubblici di Dhi Qar (Iraq del sud) in visita nel capoluogo, per studiare il funzionamento dell'Acquedotto Pugliese e della macchina amministrativa regionale
BARI - Studiare il modello dell'amministrazione pubblica italiana. E' questo l'intento di 34 dirigenti della provincia irachena di Dhi Qar, la cui capitale è Nassiriya, che giungerà a Bari domani mattina. La delegazione farà visita all'Acquedotto Pugliese, successivamente incontrerà i sindaci pugliesi dell'Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) e nel pomeriggio si riunirà presso la sede della Regione Puglia per studiare il funzionamento della programmazione territoriale.
La missione dei Capi dipartimento e tecnici appartenenti al provvisorio assetto amministrativo si colloca nell'ambito del Progetto «Intervento di supporto ai City Councils e al Provisional Provincial Council della provincia di DHI QAR», affidato al Formez (Centro Studi e Formazione) dal Ministero degli Affari Esteri e gestito in collaborazione con la società Sudgest (società pubblica operante a supporto delle politiche di sviluppo locale sostenibile). Lo stage, che ha preso il via a Roma il 16 ottobre, durerà complessivamente un anno e avrà il seguente calendario: Basilicata (Matera, 21 ottobre), Campania (Caserta, 22 ottobre), Veneto (Venezia, 24 e 25 ottobre) ed Emilia Romagna (Ferrara, 26 ottobre), (Roma, 27-28 e 29 ottobre).
L'iniziativa del Formez si concluderà nel 2005 e prevede l'affiancamento e la formazione (sia in Iraq, sia in Italia) dei funzionari iracheni al fine di comprendere meglio le complesse dinamiche organizzative degli enti pubblici. L'attività principale consisterà nel supportare il ruolo dei City Councils (consigli capoluogo, 20 in tutta la provincia) e del Provisional Provincial Council (organismo consultivo di più recente costituzione), rafforzando le loro capacità di intervento e di organizzazione nelle aree di governo. Ampio spazio nel processo di assistenza sarà dato alla progettazione integrata sul territorio, con particolare attenzione ai temi infrastrutturali e ambientali, alla conservazione dei beni culturali, alla gestione delle risorse idriche e conseguentemente allo sviluppo delle piccole e medie imprese agricole.
«In un momento così delicato dal punto di vista politico e amministrativo - afferma in una nota Maurizio Zandri, direttore di Sudgest - l'Iraq ha bisogno di interventi legati alla ricostruzione e all'emergenza del Paese. A lungo termine, però, c'è l'esigenza di competenze procedurali per costruire un programma di sviluppo complesso e finalizzato a ricevere finanziamenti internazionali». «Obiettivo del progetto, dunque - sostiene ancora Zandri - è rafforzare le capacità delle amministrazioni pubbliche locali irachene, aiutando i quadri a sviluppare nell'area di Nassiriya programmi integrati in favore dei bisogni della popolazione. Nostro compito sarà affiancare la classe dirigente pubblica irachena e fare in modo che le idee possano concretizzarsi in progetti sostenibili, validi e ben formulati».
«Il progetto - ha sottolineato il presidente del Formez Carlo Flamment - potrà contribuire al processo di democratizzazione in atto in Iraq. Una maggiore trasparenza ed efficienza nella gestione dei servizi pubblici e della macchina amministrativa generano, infatti, rapporti più diretti con i cittadini e le imprese, creando un circolo virtuoso di fiducia e crescita del Paese. Nella missione appena avviata cercheremo di trasferire agli amici iracheni le nostre conoscenze in tema di pubblica amministrazione e le esperienze del modello italiano. In seguito la formazione proseguirà in Iraq, attraverso l'attività sul campo dove per qualche mese e con l'uso delle nuove tecnologie offriremo assistenza tecnica, grazie alla quale i dirigenti saranno in grado di presentare progetti per ottenere i giusti finanziamenti dalla comunità internazionale».
«Con l'avvio del progetto - sostiene Selman Shereef Daffar, membro del Consiglio provinciale di Dhi Qar e Capo delegazione - ci aspettiamo che l'Italia finanzi un programma per bonificare la zona delle paludi e crei un villaggio moderno in un'area di grande importanza storica per la presenza della casa di Abramo, padre delle tre religioni monoteiste, ma anche la più danneggiata dal vecchio regime». «Successivamente - ha concluso - ci auguriamo che vengano risanate le zone di carattere turistico e attuati i programmi sociali che coinvolgono la famiglia e i bambini. Il nostro desiderio è che l'Italia lasci un'impronta positiva in Iraq, affinchè questo possa favorire i rapporti bilaterali futuri».


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