Lunedì 23 Luglio 2018 | 02:17

Cerignolano uccide la moglie e si suicida

Tragedia sotto gli occhi dei figli di 16 e 9 anni a Monfalcone, presso Gorizia. L'uomo era stato allontanato dalla famiglia - dal Tribunale - per violenze precedenti
MONFALCONE (Gorizia) - Un colpo di pistola in aria, poi due verso la moglie e l'ultimo contro stesso: così V.L., 38 anni, ha messo la parola fine all'unione tormentata con P.R., di due anni più giovane. Entrambi erano originari di Cerignola (Foggia) ma da qualche tempo residenti a Monfalcone (Gorizia).
Dal matrimonio sono nati due figli, oggi di 9 e 16 anni, che questa mattina hanno assistito alla tragedia nella casa dove vivevano con la madre, alla periferia della città dei cantieri navali. Di loro si stava occupando il Tribunale dei minori di Gorizia, nell'ambito di una separazione segnata da episodi di violenza e minacce. L'ultima udienza si era svolta proprio pochi giorni fa e potrebbe essere stata questa - secondo gli inquirenti - a scatenare l'ira dell'omicida-suicida, che non aveva comunque mai accettato l'idea di essere allontanato dal resto del nucleo familiare.
Vicini e conoscenti hanno confermato che le liti tra i due coniugi erano state violente e frequenti, fino a quando, nel giugno scorso, l'uomo era stato arrestato per maltrattamenti. Allora, il Pubblico Ministero aveva chiesto per lui la custodia cautelare in carcere, ma il giudice per le indagini preliminari aveva ritenuto sufficiente il suo allontanamento, applicando un provvedimento di divieto di dimora nei Comuni del Friuli-Venezia Giulia.
V.L. era tornato a vivere a Cerignola, mentre la moglie aveva cercato di ricostruire una vita normale e un clima sereno per sé e per i due figli, lavorando in un centro commerciale della cittadina. Il marito, però, non riusciva a farsene una ragione e di tanto in tanto faceva sapere di voler riprendere il suo posto in famiglia, ad ogni costo.
Perciò, questa mattina, intorno alle 9, si è presentato davanti all'abitazione dell'ex convivente, una modesta villetta della periferia monfalconese, armato di un revolver, ed ha atteso che qualcuno aprisse la porta per uscire. «Mi ha colpito in testa con il calcio della pistola mentre cercavo di impedirgli di entrare», ha riferito al magistrato il figlio più grande, che non è comunque riuscito ad evitare che l'uomo penetrasse con la forza all'interno della casa, sparando quattro colpi di pistola.
I due ragazzi hanno assistito all'intera scena e, nonostante lo shock, sono riusciti a fornire agli inquirenti elementi utili a ricostruire l'accaduto, dopo essere stati entrambi sottoposti a cure mediche all'Ospedale di Monfalcone. Altre testimonianze sono state raccolte tra i vicini e i proprietari di un albergo non lontano dal luogo della tragedia.
Nonostante la dinamica dei fatti non presenti molti punti oscuri, tranne il modo in cui V.L., soggetto a un provvedimento restrittivo, sia comunque riuscito a procurarsi un'arma - ha precisato il magistrato incaricato, Massimo De Bortoli - saranno comunque effettuate nei prossimi giorni le autopsie sui due cadaveri, e sarà svolta una regolare indagine.
Un altro omicidio-suicidio si era registrato nell'aprile scorso a Gorizia. Anche in quel caso, un uomo aveva ucciso l'ex convivente e aveva poi tentato il suicidio, ma era morto dopo qualche settimana in ospedale. Anche quella coppia aveva due figli, di 4 e 6 anni, affidati al padre il giorno dell'omicidio e da questi rinchiusi in una stanza durante il delitto.

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