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Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:47

Sassaiola durante Taranto-Cavese. Fermati ultras

Circa 150 tifosi della Cavese bloccati dalla polizia dopo gli incidenti avvenuti nello stadio. L'arbitro ha sospeso la partita di C2 e i rossoblu hanno fatto reclamo
TARANTO - Circa 150 tifosi della Cavese sono stati bloccati dalla polizia alla periferia della città jonica dopo gli incidenti avvenuti nel pomeriggio nello stadio Erasmo Iacovone dove l' arbitro ha sospeso per gli incidenti avvenuti la partita di C2 Taranto-Cavese. A quanto è dato sapere, i tifosi sono già stati controllati e identificati.
La polizia sta trattenendo gli ultras per completare la visione dei filmati degli incidenti girati dalla scientifica, culminati nel lancio di sassi, razzi e di altri oggetti sia in campo sia sugli spalti da parte delle due tifoserie. I tifosi sono stati bloccati dopo aver raggiunto la periferia della città, dove avevano lasciato le proprie autovetture, a bordo di tre bus.
RECLAMO ROSSOBLU' PER SOSPENSIONE CAUTILLO, QUESTA E' GUERRIGLIA, NON RAPPRESENTO QUESTA TIFOSERIA
Il Taranto ha presentato un reclamo all' arbitro Velotto di Grosseto contro la decisione del direttore di gara di sospendere la partita Taranto-Cavese al 29' del primo tempo per lancio di oggetti sul terreno di gioco sul risultato di 1-0 in favore della squadra campana.
Lo hanno annunciato al termine della gara il presidente della società, Vincenzo Stanzione, e il direttore generale Francesco Telegrafo. «Attendiamo - ha detto Stanzione - anche il rapporto che verrà consegnato dai responsabili dell' ordine pubblico». «Ritengo che le forze dell' ordine potessero tenere sotto controllo la situazione», gli ha fatto eco Telegrafo.
«Abbiamo visto - ricostruisce Telegrafo - che quando sono arrivati i tifosi della Cavese c' è stato il fuggi fuggi in gradinata, sono state aggredite delle persone. I nostri tifosi si sono indispettiti per il comportamento di quelli campani, ma gli incidenti sono scaturiti dai cavesi». Quanto all' arbitro - secondo Telegrafo - «forse non ha avuto questa sensazione, ha deciso di sospendere già quando ha visto il lancio di pietre». E a proposito delle pietre e degli oggetti lanciati in campo dalla gradinata dov'erano assiepati i tifosi tarantini, Telegrafo ha soltanto aggiunto: «Probabilmente non volevano che si continuasse la partita».
Da parte sua il presidente della Cavese, Cautillo, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. A microfoni spenti si è lasciato sfuggire poche parole: «Questo non è calcio, è guerriglia, io non rappresento questa tifoseria». In tribuna c' erano anche un commissario di campo e un funzionario dell' ufficio indagini della Federcalcio. Quest' ultimo, Vincenzo Marengo, ha ricordato che è la seconda volta che assiste a Taranto ad episodi del genere. «La prima - spiega - fu il 19 gennaio 2003, gara Taranto-Martina. Ci furono incidenti fra le due tifoserie, anche più gravi di quelli di oggi, e mi distrussero l' auto. La partita di oggi? Mi è sembrato che fino a quando non sono arrivati i tifosi della Cavese la situazione fosse gestibile».
Molto rammaricati anche giocatori e tecnici. «Dal campo abbiamo visto che i tifosi della Cavese sono arrivati e sono entrati in gradinata dove c'erano i tarantini», ha detto il capitano del Taranto Maddè. «Col presidente Stanzione volevamo far sospendere la gara in quel momento, ma l' arbitro ha ritenuto di farla proseguire. Poi alla fine, quando ha dichiarato chiuso in anticipo l' incontro, il direttore di gara ci ha detto che non c'erano più le condizioni per andare avanti». «Non so cosa accadrà - ha affermato l'allenatore del Taranto Giuseppe Sabadini - spero solo che venga fatto un referto onesto. Tutto è iniziato quando sono arrivati i tifosi della Cavese. Non sarebbe giusto se a pagare fossimo solo noi. La partita andrebbe rigiocata, magari anche in campo neutro».
Una proposta che accetta anche il tecnico della Cavese, Campilongo. «Sarei d'accordo - dice - finalmente le due squadre potrebbero far vedere che sanno giocare a calcio. Speravo di vedere una buona partita, invece è finita così. Non mi era mai capitata una cosa del genere, nè da giocatore nè da allenatore».

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