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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:17

Bari - «Gli Strisciuglio sono mafiosi»

La Cassazione ha riconosciuto la pericolosità del clan ed emesso ordinanza di arresto per 9 affiliati. I mandati eseguiti questa mattina. Si consegna anche la moglie di un boss
BARI - La Corte di Cassazione ha riconosciuto, pronunciandosi in via cautelare, la sussistenza del reato di associazione mafiosa per presunti affiliati al clan Strisciuglio di Bari: per questo motivo agenti della squadra mobile della questura hanno eseguito stamani sette delle nove ordinanze di custodia cautelare chieste dalla Dda.
Sei provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere al presunto capoclan Domenico Strisciuglio, di 32 anni, (detto Mimmo la luna), a Lorenzo Caldarola, di 31, a Leonardo Campanale, di 34, a Vito Valerio, di 27, a Michele Laera, di 27, e a Luigi Spano, di 30; era invece libero ed è stato arrestato il ventenne Gianluca Corallo.

C'è anche una donna tra i destinatari dei nove provvedimenti restrittivi per associazione mafiosa, otto dei quali sono stati eseguiti oggi dalla squadra mobile di Bari nei confronti di presunti affiliati al clan barese Strisciuglio-Caldarola.
Si tratta della trentenne Monica Laera, moglie del presunto capoclan Lorenzo Caldarola. La donna si è costituita poco fa presso gli uffici giudiziari baresi. Laera era già stata posta agli arresti domiciliari nell'operazione di polizia del 17 dicembre scorso con l'accusa di aver ricevuto ordini dal marito durante la detenzione in carcere, di aver gestito i collegamenti con gli affiliati al suo clan, di aver risolto le controversie interne e di aver impartito gli ordini gli affiliati.

Alcuni dei destinatari dei nove provvedimenti restrittivi erano già stati arrestati nell'ambito dell'operazione chiamata 'Lithos' con la quale la polizia, il 17 dicembre 2003, arrestò 12 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, rapine ed estorsioni. In quella occasione il gip Teresa Liuni rigettò, non ritenendolo sufficientemente provato, il reato di associazione mafiosa che il pm inquirente della Dda, Elisabetta Pugliese, contestava ad alcuni presunti affiliati al clan Strisciuglio.
Il provvedimento del gip fu quindi impugnato dal pm dinanzi al Tribunale del Riesame di Bari, che diede ragione all'accusa. Quest'orientamento è stato condiviso ieri dalla Cassazione ed è stato pertanto possibile eseguire i provvedimenti cautelari per il solo reato di associazione mafiosa.
Secondo la polizia, «l'importante pronuncia giudiziaria sancisce formalmente l'avvenuto assorbimento in termini di mafiosità del clan Caldarola in quello degli Strisciuglio» che dal rione San Girolamo si era esteso al quartiere Libertà, scatenando in città una feroce faida criminale.

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