Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 00:02

«Fratelli coltelli» a Bisceglie

Convinto che suo fratello, Pasquale, gli avesse portato via l'amante, il 37enne Antonio Di Pinto e il figlio della donna l'avrebbero lapidato fin quasi a ucciderlo. Arrestati
BISCEGLIE - Neppure l'amore fraterno sarebbe riuscito a frenare l'impeto di gelosia per avergli portato via la sua amante. E così un incensurato biscegliese, il 37enne Antonio Di Pinto, ha rischiato di trasformarsi in un moderno «Caino», contando anche sull'aiuto del figlio della sua stessa ex amante, Vincenzo Di Gioia, di 22 anni.
I due, lo scorso 29 settembre, avrebbero attirato nella loro trappola Pasquale Di Pinto, accompagnadolo in una zona lontana da sguardi indiscreti ma alla presenza della donna «contesa», in contrada Torre Gavetino.
Qui l'avrebbero lapidato, colpendolo più volte con alcune grosse pietre, procuradogli gravi ferite. Una missione punitiva in piena regola che è costata cara ai due «aspiranti» assassini. Il referto dei sanitari del pronto soccorso di Bisceglie ha ben presto insospettito i carabinieri che hanno avviato le indagini, rimettendo insieme l'incredibile storia di gelosia, i tradimenti e botte da orbi.
I due «vendicatori», un mese dopo l'aggressione, sono stati arrestati dai carabinieri in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Trani, Michele Nardi, su richiesta del sostituto procuratore Ettore Cardinali.
L'accusa per entrambi è di tentato omicidio. E lo sfondo passionale, in questo millennio, non potrà costituire però un'attenuante.
Paolo Pinnelli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione