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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:28

Omicidio D'Aprile: condanna a 26 anni in contumacia

Questa la pena inflitta dalla Corte d'Assise di Trani ad Elton Balliu, 28enne albanese, accusato dell'omicidio di Gioacchino D'Aprile, ucciso il 14 Giugno 2001 nella sua salumeria al centro di Terlizzi
TRANI - Condanna in contumacia a 26 anni di reclusione. Questa la pena inflitta dalla Corte d'Assise di Trani ad Elton Balliu, 28enne albanese, accusato dell'omicidio di Gioacchino D'Aprile, ucciso il 14 Giugno 2001 nella sua salumeria al centro di Terlizzi.
Sebbene identificato, tanto da celebrarsi un processo, l'extracomunitario non è stato mai arrestato perché irreperibile.
Dopo l'omicidio sarebbe scappato verso nord, varcando, forse, anche i confini italiani.
Da 3 anni è ricercato e tanto più lo è ora in tutt'Italia visto che sul suo capo pende la sentenza di condanna di primo grado.
Secondo quanto sostenuto dalla Procura di Trani (le indagini furono avviate dall'ex sostituto procuratore Severino Antonucci ed il processo sostenuto dal collega Giuseppe Maralfa) D'Aprile sarebbe stato ammazzato al culmine di una rapina.
Il salumiere avrebbe conosciuto l'omicida, che quella sera avrebbe preteso un bel gruzzolo.
Forse molto di più di quanto D'Aprile gli aveva concesso sino ad allora per alleviare la sua permanenza in Italia, dove sarebbe giunto da clandestino alla ricerca di fortuna.
Il salumiere era persona mite e in più di un'occasione avrebbe prestato attenzione e aiuto agli extracomunitari che, spesso, ricevano gratuitamente generi alimentari.
Ma quel giorno il salumiere non avrebbe accondisceso le esose richieste di Balliu.
Nonostante fosse la serata di giovedì, quando i negozi di generi alimentari osservano il turno di riposo, D'Aprile era regolarmente nel suo esercizio commerciale.
Il suo assassino entrò dal retrobottega dove non furono rinvenuti segni d'effrazione. D'Aprile l'avrebbe fatto entrare senza problemi proprio perché lo conosceva. Ben presto sarebbe sorta una colluttazione forse per il diniego della vittima a concedergli del denaro: nel locale, peraltro, il salumiere custodiva i suoi risparmi di 40 milioni di vecchie lire.
Il 72enne commerciante fu ucciso da 13 pugnalate ed il suo assassino rimase ferito.
Perse sangue, ma smarrì anche il portafogli contenente 6 fototessere, 3 delle quali lo ritraevano col fratello. Balliu sparì nel nulla. Fu rintracciato, invece, il fratello, convocato in Procura.
Qui bevve un caffè ed i Carabinieri del Racis di Roma, grazie alle impronte lasciate sulla tazzina, desunsero che il suo dna era compatibile con quello del fratello, analizzato dal sangue perso nella colluttazione.
Il Pm Maralfa aveva chiesto l'ergastolo senza concessione di alcuna attenuante proprio in considerazione della conoscenza tra omicida e vittima.
Nel tardo pomeriggio di ieri la sentenza della Corte d'Assise di Trani, presieduta da Concetta Russi, che ha condannato l'albanese a 26 anni di reclusione.
Antonello Norscia

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