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Sabato 23 Settembre 2017 | 18:22

«No all'antennone». Squinzano la spunta

Con la decisione del Tar di Lecce che dà ragione al Comune di Squinzano, passa il principio che i Comuni possono opporsi all'installazione di impianti di telefonia mobile
SQUINZANO (LECCE) - I Comuni possono opporsi all'installazione di impianti di telefonia mobile se questi non rispettano un adeguato inserimento urbanistico o la tutela della salute pubblica. E' il principio adottato dal Tar di Lecce, che ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Squinzano che si opponeva all'installazione di un'antenna in pieno centro abitato e per di più nei pressi di una scuola materna.
Il Comune salentino aveva negato a una società concessionaria l'autorizzazione alla installazione di un'antenna di telefonia, dopo che l'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa) aveva espresso il suo giudizio di compatibilità dell'impianto rispetto al possibile inquinamento elettromagnetico.
«La decisione del Tar di Lecce - rileva il legale del Comune di Squinzano, avv. Quinto - è di estrema importanza e ridà fiato alle numerose iniziative dei cittadini e dei Comuni salentini, che nel corso di questi anni si sono opposti alla invasione di antenne». «Quelle battaglie - aggiunge - con l'entrata in vigore del Codice delle Telecomunicazioni sembravano destinate ad esito negativo; ora il Tribunale Amministrativo ha introdotto un decisivo principio a tutela delle ragioni che portavano le amministrazioni a opporsi alla installazione di antenne. Se nei pressi dell'impianto vi sono siti sensibili, qual è certamente una scuola materna, allora nessuna antenna può essere installata: una volta tanto il cellulare cede il passo alla salute dei piccoli».

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