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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:12

La Regione Puglia parte civile nel processo Eurispes

La Regione finanziò i corsi dell'Eurispes per oltre 18 miliardi di lire, di otto dei quali il presidente dell' Eurispes Giovanni Maria Fara e altri 15 imputati sono accusati di essersi appropriati
La Regione Puglia parte civile nel processo Eurispes
BARI - La Regione Puglia si costituirà parte civile nel processo per presunti abusi compiuti nella gestione dei corsi di formazione professionale per formatori tenuti dall' Eurispes in Puglia tra il 1998 e il 1999. I corsi vennero finanziati dalla Regione Puglia con un importo complessivo di oltre 18 miliardi di lire, di otto dei quali il presidente dell' Eurispes Giovanni Maria Fara e altri 15 imputati sono accusati di essersi appropriati. Gli imputati - che hanno sempre respinto le accuse - sono a vario titolo accusati di peculato, falso ed altri reati.
L' inizio del processo dinanzi ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Bari, previsto per oggi, è stato aggiornato al 16 dicembre prossimo per un difetto di notifica. Nelle fasi preliminari dell' udienza, tuttavia, la Regione ha fatto sapere alle parti, tramite un proprio legale, che si costituirà parte civile.
Per una serie di contestazioni Fara, originario di Tempio Pausania (Sassari) e residente a Castelnuovo di Porto (Roma), fu posto agli arresti domiciliari il 18 marzo del 2002 assieme ad altri due dirigenti dell' Eurispes, Mario Marotta, di 45, originario di Cosenza e residente a Roma, e Francesco De Fazio, di 44, originario di Catanzaro, e residente a Castelnuovo di Porto, e agli imprenditori Ubaldo Sciacqua, barese, di 42 anni, e Roberto Armelisasso (per questi la posizione fu poi archiviata); finì in carcere, invece, Vitantonio Mitola, di 47 anni, di Bari.
Fara fu scarcerato dopo dieci giorni (così come gran parte degli arrestati), essendosi dimesso dalla presidenza dell'istituto di ricerca del quale è tornato ad essere presidente nel giugno 2002, quando si sono concluse le indagini preliminari. Il presidente dell'Eurispes ha sempre respinto le contestazioni rivoltegli dall' accusa e ha ribadito con fermezza la regolarità del lavoro svolto dall'istituto in Puglia.
Dagli atti dell'inchiesta emerge che gli sperperi compiuti durante lo svolgimento dei corsi erano finalizzati all' accaparramento dei soldi dei contribuenti.

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