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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:29

Omicidio Fiorella - L'autopsia conferma

Il colpo fatale all'addome non sarebbe stato inferto con premeditazione, ma in effetti causato dalla colluttazione con Giovanni Lombardi, 34 anni, che confessò di essere l'autore della rapina nel negozio del commerciante, ma di non averlo voluto uccidere
«Uno shock emorragico per lesioni al cuore, al polmone ed all'arteria polmonare». Questa, secondo i risultati dell'autopsia del dr. Francesco Introna, la causa della morte di Michele Fiorella, il 65enne titolare del supermercato "Roma" di Barletta ucciso il 20 agosto
al culmine di una rapina.
Secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Luigi Scimè, titolare del fascicolo d'indagine, le conclusioni del medico legale sono compatibili con la versione resa dall'assassino al momento dell'arresto.
Giovanni Lombardi, 34 anni, confessò di essere l'autore del "colpo" messo a segno per acquistare la dose giornaliera di droga, ma negò di aver voluto uccidere il commerciante che si avventò contro di lui nel disperato tentativo di difendere la figlia Arcangela ferma alla cassa sotto la minaccia di un coltello alla gola.
Il colpo fatale all'addome di Fiorella non sarebbe stato inferto, dunque, con premeditazione ma causato dalla colluttazione, mentre fuori ad attendere il rapinatore c'era il 25enne complice Michele Giannella, anche lui in carcere.
Alla luce dei risultati dell'autopsia depositata ieri in Procura, non cambia la formulazione dell'accusa del Pubblico Ministero, che sin dall'inizio non aveva contestato la premeditazione.
Si tratterebbe, dunque, di un omicidio con "dolo d'impeto". In altre parole Lombardi non aveva l'iniziale intenzione di uccidere Fiorella. Stando a quanto emerso dalle iniziali confessioni degli indagati, la mattina del 20 Agosto Lombardi fu contattato da Giannella per andare insieme ad Andria ad acquistare droga. Secondo gli accordi, Giannella avrebbe messo a disposizione l'auto, Lombardi, invece, il denaro per gli stupefacenti.
Ma poco dopo la partenza da Trinitapoli, Lombardi avrebbe invitato Giannella a fare prima un salto a Barletta. Stando alle dichiarazioni di Giannella, questi non avrebbe saputo il motivo di quella deviazione. Una volta giunti nei pressi del supermercato "Roma", Lombardi scese dalla Fiat Uno invitandolo a rimanere al volante. "Il palo" riferì di aver, semmai, supposto "solo" uno scippo.
Giannella fu bloccato poco dopo la folle fuga sotto la sua abitazione. All'indomani fu la volta di Lombardi, indicato proprio da Giannella, che ammise la paternità della rapina sostenendo, però, di non aver voluto la morte di Fiorella.
Per chiudere la fase dell'indagini preliminari il Pm Scimè attende dalla polizia scientifica i risultati delle impronte digitali. I due indagati, entrambi di Trinitapoli, dopo un periodo di detenzione nel supercarcere di Trani, sono attualmente rinchiusi nel penitenziario di Secondigliano, nel napoletano, attrezzato per l'assistenza e la cura di detenuti tossicodipendenti.
Antonello Norscia

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