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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:21

A giudizio medici baresi

Con l'accusa di cooperazione in omicidio colposo il gup del Tribunale di Bari Daniela Rinaldi, ha rinviato a giudizio due medici del Policlinico di Bari per il decesso di Francesco Cassano, 55 anni, avvenuto a Bari il 29 giugno 2001
BARI - Con l'accusa di cooperazione in omicidio colposo il gup del Tribunale di Bari Daniela Rinaldi, ha rinviato a giudizio due medici del Policlinico di Bari per il decesso di Francesco Cassano, 55 anni, avvenuto a Bari il 29 giugno 2001.
Il giudice ha accolto l'ipotesi accusatoria formulata del sostituto procuratore della Repubblica, Renato Nitti, secondo cui i medici avrebbero omesso alcuni accertamenti clinico-strumentali che avrebbero potuto mostrare la cardiopatia che aveva colpito Cassano, deceduto poi a causa di uno scompenso cardiaco secondario ad infarto acuto del miocardio in soggetto con microcardiosclerosi.
Si tratta di Vincenzo Pignatelli, in servizio al Pronto soccorso, e Ottavio Di Cillo, dell'unità cardiologica d'urgenza, che saranno giudicati il 3 dicembre prossimo dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Bari Ornella Gozzo.
Secondo l'accusa, Pignatelli, nonostante la richiesta di un elettrocardiogramma d'urgenza fatta dal medico curante di Cassano, affetto da «precardialgia con irradiazioni al braccio sinistro», richiedeva una consulenza cardiologica senza un'adeguata visita preventiva; e dopo la lettura del referto dell'elettrocardiogramma avrebbe attribuito l'extrasistole allo stress temporaneo rifiutando il ricovero. Di Cillo avrebbe, invece, secondo l'accusa, omesso di compiere la prescritta visita cardiologica, e non avrebbe svolto gli accertamenti del caso eccetto il tracciato elettrocardiografico, omettendo quindi il ricovero.

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