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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:35

Droga-market il sabato sera: 43 arresti

Operazione della Polizia nel nord Barese e nel Foggiano, su ordine del Tribunale. Giovani consumatori si prostituivano per le «dosi». Gli stupefacenti dall'Albania
TRANI (Bari) - Quarantatre arrestati ed altri 29 indagati a piede libero, tra cui anche due guardie giurate della Vigilanza Notturna Tranese. In un anno d'indagine sono stati sequestrati diversi chili di cocaina e, all'alba di stamattina, recuperati, nascosti in un pozzo di Andria, 180.000 Euro in contanti, forse pronti per pagare nuove partite di polvere bianca in arrivo nei prossimi giorni.
Sono i dati più significativi dell'operazione antidroga eseguita dal Commissariato di Polizia di Trani in collaborazione con gli agenti della Squadra Mobile e della Questura di Bari che hanno smantellato un'organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Duecento uomini impegnati tutta la notte per eseguire o notificare (alcuni indagati erano già detenuti in carcere per altra causa) l'ordinanza di custodia cautelare del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Antonio Lovecchio.
L'operazione è stata battezzata "Week-end" perché l'attività di spaccio registrava forti impennate nel fine settimana, quando soprattutto giovani ed insospettabili professionisti del nord barese acquistavano la polvere bianca per sballarsi dopo la settimana lavorativa ma anche per organizzare di festini.
Fiumi di cocaina che scorrevano in tutto il territorio del nord barese.
Procurarsela non era nemmeno così difficile, tant'è che ad Andria, centrale dell'ingrosso della polvere bianca, era stata allestita una specie di bancarella alla luce del sole poco distante da una chiesa.
Ma la droga veniva nascosta anche tra i banchi della frutta. Tra gli arrestati, infatti, anche un paio di fruttivendoli, ma pure idraulici, giovani incensurati che curavano l'attività di spaccio al minuto, e personaggi, invece, legati al mondo della criminalità, come l'andriese Francesco Pistillo, già uomo di fiducia ed autista del boss ammazzato Agostino Pastore.
Andria era la centrale dello spaccio della droga che proveniva soprattutto dall'Albania. Non a caso un ruolo importante l'avevano anche due albanesi trapiantati a Trani.
La cocaina non mancava mai, anche perché al bisogno si poteva contare sul mercato degli stupefacenti di Cerignola. L'offerta era tale che si riusciva a fronteggiare la forte richiesta. Tra i consumatori, denunciati alla Prefettura, anche numerosi ragazzi. Alcuni di questi non avendo denaro per acquistare la cocaina giungevano finanche a prostituirsi.
Attirati dai facili guadagni, una folta schiera di ragazzi incensurati offriva alla criminalità manodopera cosiddetta "pulita".
Nella rete dei coinvolti anche due appartenenti alla Vigilanza Notturna Tranese, denunciati a piede libero, che avrebbero acquistato cocaina perfino durante i turni di servizio.
«Un fenomeno rilevante e sconcertante che preoccupa soprattutto per il coinvolgimento di numerosi giovani sia come consumatori sia come spacciatori» ha commentato il Procuratore della Repubblica di Trani, Nicola Barbera, a margine della conferenza stampa svoltasi questa mattina nella Procura tranese.
L'inchiesta - coordinata dal sostituto procuratore Antonio Savasta - si è basata su una fitta serie d'intercettazioni che, nonostante il linguaggio criptato, ha svelato la fiorente attività di spaccio per un giro di centinaia di milioni di vecchie lire.
Per un tacito e consolidato accordo gli acquirenti definivano la cocaina con una terminologia propria dell'attività svolta da ciascuno.
Dalle indagini sono emersi anche collegamenti con persone dedite all'attività d'introduzione in Italia di immigrati clandestini, i quali, procuratisi in Albania documenti falsi e appoggi compiacenti per superare il confine senza intoppi, trovavano in Italia il referente che era in grado di fornire il supporto logistico all'arrivo.
Nei prossimi giorni gli arrestati saranno sottoposti agli interrogatori di garanzia.
Antonello Norscia

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