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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:28

Rifiuti speciali, controlli e sequestri in Puglia

Le 24 aziende soggette a perquisizioni (compiute da 150 uomini della Guardia di Finanza) hanno sede nelle province di Lecce, Bari, Brindisi e Taranto. I sequestri riguardano 310 automezzi pesanti, utilizzati per il trasporto dei rifiuti, e decisi per evitare la commissione di nuovi reati
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LECCE - Controlli e sequestri preventivi sono in corso da parte dei militari della Guardia di Finanza nell'ambito di una indagine che riguarda 24 imprese che avrebbero gestito, in Puglia e in Basilicata, un traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi. I provvedimenti di sequestro preventivo sono emessi dal gip Ercole Aprile del Tribunale di Lecce su richiesta dal pubblico ministero.
Le aziende interessate dalle perquisizioni (compiute da 150 uomini della Guardia di Finanza) hanno sede nelle province di Lecce, Bari, Brindisi e Taranto. I sequestri riguardano 310 automezzi pesanti, utilizzati per il trasporto dei rifiuti, e sono stati decisi per evitare la possibilità che siano commessi nuovi reati ovvero l'aggravamento delle conseguenze di quelli già accertati.
In una nota il comando provinciale della Guardia di Finanza di Lecce ricorda che l'attività investigativa è iniziata nel 2003 con il sequestro, avvenuto in circostanze casuali nel territorio di Frigole, marina di Lecce, di una discarica abusiva di pali in cemento utilizzati per linee elettriche. Le successive indagini hanno consentito di accertare che numerose imprese, prive di autorizzazione per il trattamento di rifiuti, avevano illecitamente smaltito in discariche abusive, materiale - costituente rifiuti speciali e pericolosi - proveniente dalla dismissione, manutenzione e rifacimento di linee elettriche. Gli accertamenti hanno portato il magistrato inquirente ad ipotizzare nei confronti delle 24 aziende coinvolte il reato di traffico illecito di rifiuti, «in quanto l'abusiva opera di ricezione, trasporto e gestione dei rifiuti è avvenuta al fine di conseguire un ingiusto profitto».
«Gli accertamenti finora svolti - informa la Guardia di Finanza di Lecce - hanno consentito di quantificare il traffico illecito, avvenuto in Puglia e Basilicata, in oltre 20 milioni di chilogrammi di pali di cemento, oltre 116.000 chilogrammi di celle e scomparti, oltre 200.000 di trasformatori», contenenti 'policloribifenile', sostanza altamente inquinante per l'ambiente.

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