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Martedì 26 Settembre 2017 | 00:30

Bari - Termovalorizzatori, audizioni della Commissione Ambiente Senato

L'indagine dopo la protesta in Campania, ad Acerra, nel tentativo di prevenire le opposizioni dei cittadini contro la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione
BARI - E' un'indagine conoscitiva sull'impatto ambientale dei termovalorizzatori quella che sta svolgendo la 13/a Commissione Ambiente-Territorio-Beni ambientali del Senato, alcuni componenti della quale - guidati dal presidente, Emiddio Novi - sono oggi nella Prefettura di Bari per tenere audizioni.
Alla base dell'indagine vi è la protesta verificatasi la scorsa estate in Campania, in particolare ad Acerra, nel tentativo di prevenire le opposizioni dei cittadini contro la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione.
La scelta di questo ciclo - ha detto il sen.Novi - viene da direttive comunitarie che insistono sulla riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il recupero energetico e la chiusura delle discariche tradizionali. Questi principi comunitari sono stati poi recepiti nella legislazione italiana. Secondo i componenti della Commissione, inoltre, «la resistenza dei cittadini a tale tipo di impianti è un'opposizione che è molto forte e radicata nel Sud, perchè altrove non è così».
In Puglia, comunque - dove stamani si sono avute le audizioni del prefetto, Tommaso Blonda, con il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, e dirigenti dell'Anci e dell'Upi - la situazione è 'differente': «Abbiamo verificato - ha detto il presidente della Commissione - che qui la tensione non è quella esistente in Campania». Anche perchè la metodologia prevista nel piano messo a punto dalla Regione Puglia è diversa da quella prevista in Campania: le imprese che partecipano alla gara per la realizzazione degli impianti del ciclo, 11 complessivamente fra termovalorizzatori e impianti che producono combustibile dai rifiuti per alimentare i termovalorizzatori stessi, devono assicurarsi l'autorizzazione da parte dei Comuni nei quali saranno allocati gli impianti.
In Campania, invece - ha precisato il sen. Novi - alla concessionaria di tutto il ciclo era demandata la decisione della scelta dei siti e quindi la programmazione del territorio era data ai concessionari; di qui anche le forti proteste. In Puglia, invece - ha concluso - si è scelta un'altra strada: «sono sempre sostanzialmente le imprese che scelgono, ma le imprese devono accordarsi con i Comuni e così si tenta di superare la fase dell'opposizione dei sindaci alla ubicazione dei siti».

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