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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:04

Italiani rapiti in Iraq, divieto di espatrio per Spinelli

Il gip del Tribunale di Bari ha imposto il divieto di espatrio per Giampiero Spinelli, il giovane di Sammichele di Bari indagato dalla Procura barese per «arruolamento o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero» (art.288 del codice penale)
BARI - Il gip del Tribunale di Bari ha imposto il divieto di espatrio per Giampiero Spinelli, il giovane di Sammichele di Bari indagato dalla Procura barese per «arruolamento o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero» (art.288 del codice penale). L' indagine nella quale è coinvolto Spinelli è quella relativa all' arruolamento di Umberto Cupertino, Salvatore Stefio e Maurizio Agliana, i tre italiani sequestrati in Iraq il 12 aprile scorso e liberati dopo 56 giorni di sequestro.
Fino a poco tempo fa Spinelli ha lavorato in Iraq come addetto alla sicurezza: è amico, concittadino e collega di Cupertino, il 35enne istruttore di arti marziali originario di Sammichele di Bari. Dopo l' esperienza in Iraq Spinelli è tornato a vivere a Sammichele di Bari: stamattina sarebbe stato notato nei corridoi della Procura di Bari.
La misura coercitiva - a quanto si è saputo oggi - è stata imposta all' indagato nei giorni scorsi su richiesta del procuratore aggiunto della Dda di Bari Giovanni Colangelo che conduce l' indagine sull' arruolamento dei tre italiani in Iraq. Accogliendo l' ipotesi accusatoria, il giudice ha prescritto all' indagato di non uscire dal territorio nazionale senza una propria autorizzazione. Il giudice ha quindi dato le disposizioni necessarie per assicurare l' esecuzione del provvedimento coercitivo al fine di impedire che l' indagato utilizzi il passaporto e gli altri documenti di identità validi per l' espatrio.
Nei giorni scorsi Spinelli è stato ascoltato dal pm Colangelo e, alla presenza del suo avvocato, ha risposto alle domande che gli sono state rivolte. A quanto si è potuto sapere, ha fornito chiarimenti anche sul progetto della società "Presidium". A seguito dell' emissione del provvedimento di divieto di espatrio, così come prevede il codice, sarebbe già stato ascoltato anche dal gip.
L' inchiesta a carico di Spinelli riguarda anche l' attività della Presidium, società attraverso la quale - è l' ipotesi accusatoria - sarebbero stati reclutati i tre italiani. Per quest' ultimo motivo la Digos di Bari sta svolgendo una serie di accertamenti sulla Presidium International Corporation, una società con sede alle Seychelles.
Sul sito web delle imprese che lavorano per la ricostruzione dell' Iraq si presenta con un riferimento a Sammichele di Bari, un numero di cellulare che - a quanto si è potuto sapere - apparterrebbe a Spinelli e un referente che è Salvatore Stefio. Sullo stesso sito, ma anche sul sito della Presidium, si fa riferimento alle attività svolte dalla società: questa - si dice sul sito internet - opera nei settori sicurezza, difesa, protezione del business e gestione di crisi in aree a medio e ad alto rischio.
I servizi offerti in questi settori «sono sviluppati da uomini di provata esperienza che si avvalgono di tecnologie all' avanguardia capaci di risultati di altissimo livello. La consulenza è rivolta ai Governi che necessitano di una rapida risoluzione dei problemi di carattere militare, di difesa e sicurezza interna ed alle aziende mediante la fornitura di personale specializzato fino al recupero di persone in difficoltà».

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