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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:11

«Time Zones», Bari protagonista della scena musicale

Presentata in conferenza stampa la 19^ edizione del festival delle «musiche possibili». Un'occasione per riflettere sull'offerta culturale cittadina. Primo appuntamento il 24 ottobre con la "poetessa del rock" Patti Smith
Kings of Convenience Lo amano, lo odiano, lo criticano, lo aspettano. Come per tante altre iniziative nel capoluogo pugliese, i baresi hanno una insana tendenza a lamentarsi. E' un'indole inguaribile: chi si espone nell'organizzare qualcosa diventa automaticamente oggetto di esame, motivo di discussione non senza un pizzico di malevolenza. E' stato così anche per Time Zones, il festival delle "musiche possibili" che in quasi un ventennio ha posto Bari al centro di un circuito musicale di livello internazionale. Vicende alterne certo, altalenanti in funzione di contributi pubblici che hanno troppo influito sulla qualità della programmazione. Dalle prime straordinarie edizioni di fine anni Ottanta e primi anni Novanta con ospiti del calibro di Nyman, Sylvian, Sakamoto, Morricone, Laurie Anderson, Veloso, Nusrat, spesso con progetti inediti creati appositamente per il festival, ad anni più difficili con una programmazione meno prestigiosa. Una discesa lenta, accompagnata da mille polemiche, attestazioni di solidarietà, dibattiti sullo stato della cultura a Bari, che non ha però mai intaccato la perseveranza degli organizzatori che hanno saputo adattarsi ai tempi ridimensionando i loro progetti. La scelta negli ultimi anni è stata quella di un programma ridotto e diluito in diverse date (le prime edizioni si concentravano in una intensa settimana di concerti).
L'attuale amministrazione comunale ha deciso di premiare questo impegno raddoppiando il suo contributo rispetto allo scorso anno. Un'attestazione di stima che emerge anche nelle parole del sindaco Michele Emiliano che ha colto l'emozione dell'ideatore del festival Gianluigi Trevisi per la concreta possibilità di riportare la sua "creatura" ai vecchi fasti e per la ripresa dell'attività culturale cittadina dopo anni di scelte rigide e poco aperte ai gusti dei più giovani. Inevitabili considerazioni su come le ultime generazioni in questa città abbiano dovuto fare a meno di una offerta culturale determinante nella formazione del gusto. E' anche per questo che l'assessore alla cultura Nicola Laforgia riconosce il lavoro svolto da Time Zones come progetto di qualità che nel tempo è diventato una sorta di "marchio" che porta con sé Bari nel mondo, consapevole di quanto eventi di alto livello incidano sull'immagine ed il prestigio di una città creando un indotto sociale ed economico di grande rilievo. Un'approccio davvero nuovo da queste parti che emerge anche nella spiegazione di Laforgia su come intende impostare l'attività dell'assessorato alla cultura, fatta soprattutto di condivisione e confronto, senza imposizioni ma attraverso il dialogo con gli operatori insieme ai quali progettare iniziative utili alla crescita della città. Una visione trasversale che coinvolge anche l'assessorato allo sport, rappresentato in conferenza stampa da Elio Sannicandro, che metterà a disposizione del festival la ex palestra Gil (gli organizzatori provvederanno a migliorarne l'acustica). Tra le questioni sollevate anche l'importanza di creare adeguati contenitori culturali, impegno dei due assessorati è fare una attenta ricognizione sugli immobili di proprietà del Comune.
Questa 19^ edizione di Time Zones si apre dunque in un clima armonioso e ricco di aspettative.
Nove concerti (dal 24 ottobre al 14 novembre) che, in pieno stile T.Z., presentano un quadro variegato delle sperimentazioni musicali contemporanee. Primo appuntamento è con l'attesissima Patty Smith che assieme ad Ani Difranco rappresenta il rock al femminile nella sua dimensione più «poetica e rabbiosa». Di grande attualità le sonorità nordiche dei King of Convenience, due reading musicali con Yo-Yo Mundi e Labirinti. Una grande pianista Myra Melford in movimento dal jazz alla musica indiana, musica klezmer con Full Metal Klezmer, musica progressiva con uno dei padri del genere: l'ex Henry Cow John Greaves ed un progetto speciale di Vinicio Capposela che suonerà con «L'Orchestra d'Archi Italiana» diretta da Mario Brunello.

Paola Damiani
redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it

In dettaglio il programma ed i prezzi dei singoli concerti.

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