Venerdì 20 Luglio 2018 | 03:19

Discarica abusiva tra Andria e Barletta

La Gdf e l'Arpa hanno rilevato 10mila mq di terreno adibiti a discarica abusiva di materiali tossici e inquinanti, oli esausti, liquidi e fanghi: denunciato il proprietario
ANDRIA (BARI) - Un'area di oltre 10 mila metri quadrati, localizzata nelle campagne tra Andria e Barletta, trasformata in discarica abusiva di materiali tossici e inquinanti, liquidi e fanghi (per lo più sansa derivata dalla molitura delle olive), oli esausti ed altro ancora che gli esami della Agenzia regionale della Puglia per l'ambiente, l'Arpa, stabiliranno in entità, quantità e pericolosità ambientale: è quanto i militari della Guardia di Finanza di Andria hanno scoperto nelle campagne a metà strada fra Andria e Barletta, in contrada Montaltino, zona Avantaggio, che hanno posto sotto sequestro l'intera zona e denunciato cinque persone .
Nel corso di un servizio anti-contrabbando messo in atto nella zona di raccordo tra le due città, i finanzieri si sono trovati, nelle vicine di una cementeria, di fronte a terreni intrisi d'olio e di fanghi, dai quali provenivano odori nauseabondi ed insetti. Lo stato del territorio è stato denunciato al sostituto procuratore della Repubblica, presso il tribunale di Trani, Antonio Savasta, che ha dato il via ad una iniziato un'intensa attività investigativa per scoprire i responsabili di quella che potrebbe essere definita una vera e propria discarica a cielo aperto.

Le indagini ed i lunghi appostamenti hanno consentito ai finanzieri di sorprendere un trentaseienne andriese, titolare di un'azienda di smaltimento rifiuti, proprio mentre scaricava con un'autobotte liquami nel terreno. L'uomo ha precedenti specifici per reati contro l'ambiente ed è titolare di una autorizzazione al trasporto di rifiuti; quindi trasportava quel materiale in modo legale. Ora le indagini dovranno stabilire l'eventuale responsabilità di coloro che conferivano i rifiuti, e quella degli impianti di smaltimento.
Lo smaltimento abusivo è stato monitorato per qualche settimana, per individuare eventuali altri responsabili. Stamattina il blitz, scattato alle prime luci dell'alba durante il quale i militari hanno sorpreso cinque persone nel tentativo di seppellire i rifiuti, mescolandoli con terra e sassi.
I finanzieri hanno acquisito i formulari nei quali risulta l'identità di tre soggetti, oltre all'imprenditore andriese, attraverso i quali avviene il passaggio dei rifiuti stessi: chi li conferisce, chi li raccoglie (il trasportatore denunciato) e la loro destinazione, la ditta di smaltimento che rilascia un certificato di avvenuta consegna che, a sua volta, viene consegnato a chi originariamente ha conferito i rifiuti. I militari dovranno quindi accertare se chi conferiva i rifiuti all'imprenditore denunciato sapeva, oppure no, della loro destinazione e gestione illecita? E dovranno stabilire se ditte di smaltimento autorizzate erano a conoscenza della vicenda e fornivano i certificati di avvenuta consegna oppure se i formulari sarebbero falsi.
I cinque responsabili, fino ad ora accertati, sono stati denunciati per la violazione alle norme in tema di ambiente.
Secondo i militari, per quanto è stato accertato sinora, non sono trascurabili i danni ambientali: i fanghi sversati, così come accaduto di recente sulla Murgia barese in operazioni analoghe, arrivano alle falde acquifere, in profondità nel terreno, e tutto attorno vi sono uliveti. Per ora è emerso che l'uomo denunciato era in trattative con i proprietari di quei terreni per acquistarli.

P. Pin.

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