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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:27

Droga da Albania, blitz a Taranto

Operazione antidroga: 30 arresti per detenzione, spaccio e traffico di cocaina ed eroina. La «merce», dall'Albania poi prelevata nel Brindisino, i «clienti» anche dal Materano
TARANTO - La droga arrivava presumibilmente dall'Albania e veniva prelevata nel Brindisino; i tossicodipendenti, invece, arrivavano anche da altre province, in particolare dal territorio materano. Sono alcuni particolari dell'operazione antidroga compiuta all'alba di oggi dalla polizia in città che ha portato all'arresto di 30 persone accusate di detenzione, spaccio e traffico di cocaina ed eroina, mentre altre quattro sono ricercate. Cinque dei 30 arrestati hanno beneficiato dei domiciliari.
In una conferenza stampa tenuta dal questore, Eugenio Introcaso, dal sostituto procuratore Remo Epifani che ha diretto l'inchiesta e dai funzionari della Squadra Mobile guidati dal vicequestore aggiunto Antonio Calcagni, è stato sottolineato che l'indagine da un lato si è avvalsa di mezzi tecnologici moderni (le numerose riprese filmate dei momenti dello spaccio, tanto che l'operazione è stata denominata 'Ciak') e dall'altro di un massiccio lavoro di appostamento e pedinamento nei confronti degli indagati.
Alla fine proprio questa seconda parte di lavoro è risultata preponderante consentendo nell'arco dell'indagine (avviata nel settembre del 2003) di arrestare per singoli episodi di spaccio una decina di persone sequestrando complessivamente circa un chilo di droga fra eroina e cocaina.
Le difficoltà maggiori, hanno affermato gli inquirenti, sono derivate dalla conformazione geografica del luogo in cui avveniva lo smercio della droga. La zona maggiormente coinvolta era quella a nord di Taranto, racchiusa soprattutto nelle zone di campagna adiacenti al quartiere Paolo VI. La presenza della polizia in alcune occasioni non sfuggiva neppure agli spacciatori, tanto che in diverse intercettazioni telefoniche c'è traccia di dialoghi in cui si fa riferimento all'avvistamento di auto della questura.
Il punto di riferimento degli spacciatori era Alberto Cesario, un pregiudicato di 25 anni che trafficava in droga nonostante fosse agli arresti domiciliari. Gli spacciatori venivano poi contattati dai tossicomani provenienti dal capoluogo, dai paesi limitrofi e dal Materano. Le indagini in ogni caso non sono chiuse, sia per verificare l'eventale coinvolgimento di altre persone nello smercio di stupefacenti e sia per ricostruire la rotta attraverso la quale arrivava la droga.
Le 25 persone trasferite nel carcere di Taranto sono Salvatore Albano di 29 anni, Vincenzo Balzo di 24, Paolo Carrieri di 27, Francesco Cava di 37, Alberto Cesario di 25, Egidio Conte di 32, Luca De Gennaro di 29, Antonio Fago di 22, Antonio Franchini di 25, Cosimo Galizia di 21, Giovanni Giannetti di 34, Francesco Giovinazzi di 27 anni (di Massafra), Vincenzo Labonia di 22, Davide Labriola di 21, Cristian Leone di 21, Francesco Marangione di 24, Francesco Mesto di 28, Michele Patruno di 21, Filippo Sebastio di 25, Vincenzo Sebastio di 21, Cosimo Solfrizzi di 28, Roberto Sportelli di 23, i fratelli Antonio ed Enrico Stella, rispettivamente di 25 e 23 anni, e Massimo Tedesco di 28 anni.
Agli arresti domiciliari sono invece Antonella Borsetti di 29 anni, di Brindisi, Onofrio Caponio di 27 anni, di Palagiano, Valentino Chiulli di 19 anni, di Taranto, Cosimo Simonetti di 24 anni e Vincenzo Taglio di 26 anni.

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