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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:45

Droga e omicidi, arresti doc nel Gargano

L'operazione riguarda protagonisti di una delle più cruente faide in atto nell'area. Arresti effettuati tra Foggia, Apricena, Cagnano Varano, Sannicandro Garganico e San Marco in Lamis. 26 le ordinanze di carcerazione. Tra i destinatari dei provvedimenti i fratelli Marco e Matteo Ciavarella
Droga e omicidi, arresti doc nel Gargano
FOGGIA - Erano i trafficanti albanesi i principali interlocutori della mafia garganica impegnata, tra la seconda metà del 2003 e la prima del 2004 a spacciare sostanze stupefacenti in Puglia e dintorni. Albanesi che procuravano la droga ma che, secondo gli inquirenti, quando mancavano gli approvvigionamenti la riacquistavano spesso dai clan foggiani, ricomprando a volte quella venduta proprio da loro ai Ciavarella e Zimotti. Un particolare che emerge dopo gli arresti effettuati questa mattina tra Foggia, Apricena, Cagnano Varano, Sannicandro Garganico e San Marco in Lamis, e che hanno interessato 26 persone, a cui il gip del tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, ha notificato ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tra loro 7 persone erano già detenute, compresi i principali esponenti del traffico di droga, i fratelli Matteo e Marco Ciavarella.
La ricostruzione fatta dal sostituto procuratore della Dda di Bari, Domenico Seccia, ha messo in luce il ruolo di spicco delle due donne finite in manette, Giuseppina Campanozzi, 20 anni, moglie di Marco Ciavarella, e Lucia Gualano, 41 anni, cugina del presunto boss. Entrambe, secondo il sostituto procuratore e gli investigatori della Questura di Bari e Foggia, avevano un ruolo «attivo nell'organizzazione», e non solo di custodi della sostanza come avveniva in passato.
Insomma, un vero e proprio salto di qualità per la criminalità organizzata del Gargano ma che è stato prontamente bloccato dalla procura distrettuale antimafia di Bari coordinata da Giovanni Colangelo, come ha precisato il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano ai giornalisti: «abbiamo dato una risposta abbastanza rapida perchè abbiamo agito in poco più di sei mesi» dai fatti incriminati. Nel corso dell'operazione è stato sequestrato anche mezzo chilo di cocaina. Tre sono le persone ancora ricercate.

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