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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 07:54

La operano per una cisti, muore per embolia

Un embolo ai polmoni. Sarebbe questa, secondo i primi risultati dell'autopsia, la causa della morte della 44enne andriese Maria Di Gioia, deceduta all'ospedale Bonomo di Andria dopo l'asportazione di una cisti ovarica
ANDRIA (BARI) - Un embolo ai polmoni. Sarebbe questa, secondo i primi risultati dell'autopsia, la causa della morte della 44enne andriese Maria Di Gioia, deceduta il 21 settembre all'ospedale Bonomo di Andria alcuni giorni dopo l'asportazione di una cisti ovarica.
Tuttavia solo fra una cinquantina di giorni si conosceranno le conclusioni ufficiali della perizia medico legale del prof. Alessandro Dell'Erba incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Luigi Scimè di accertare le cause della morte ed il completo iter sanitario della donna, ricoveratasi nel nosocomio andriese il 15 settembre per dolori al basso ventre.
Al vaglio del consulente del Pm anche la cartella clinica ospedaliera acquisita con la denuncia sporta dal marito della donna, a funerale avvenuto ma prima della tumulazione.
Il Pubblico Ministero vuol capire se ci sia un eventuale nesso di causalità tra il decesso, di cui ora si è accertata la reale causa, e la degenza ospedaliera. In altre parole si mira ad accertare se la morte si fosse potuta evitare, se sia dipesa da colpa medica, e, ancor prima, da cos'è scaturito l'embolo.
Con l'accusa di concorso in omicidio colposo nel registro degli indagati della Procura tranese risultano iscritte 14 persone - tra personale medico e paramedico - che, a diverso titolo, hanno seguito la degenza della Di Gioia. Un atto dovuto che ha offerto ai 14 indagati la possibilità di affiancare al perito del Pm propri consulenti di parte.
Il deposito della relazione peritale è atteso per novembre e solo allora il Pm Scimè potrà valutare la posizione di ogni singolo indagato, a condizione che emergano eventuali ipotesi di colpa medico-sanitaria.
La donna fu sottoposta ad intervento chirurgico il 17 settembre dopo che una Tac il giorno precedente aveva evidenziato la cisti ovarica.
Il decorso post operatorio nel reparto di chirurgia non registrò problemi, ma quattro giorni dopo il quadro clinico precipitò improvvisamente e la 44enne, madre di tre figli, morì poco dopo essersi sentita male.
Antonello Norscia

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