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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:16

Tre impianti di energia elettrica da biogas

E' l'insieme dei progetti che Biogas Italia srl intende realizzare in Puglia, nelle province di Taranto e Foggia. Già ottenuti i finanziamenti dal ministero dell'Innovazione
TARANTO - Tre impianti per la produzione di energia elettrica attraverso il biogas (65% metano, 35% anidride carbonica) ricavato da rifiuti biodegradabili e da biomasse agricole, con un investimento complessivo di 23 milioni di euro comprendenti anche un Centro di ricerca in cui dovrebbero trovare lavoro i neolaureati del Politecnico di Taranto. E' l'insieme dei progetti che Biogas Italia srl intende realizzare in Puglia, nelle province di Taranto e di Foggia, e che ha già presentato al ministero dell'Innovazione ottenendone i relativi finanziamenti.

Ad illustrarli oggi in una conferenza stampa nella sede dell'Assindustria di Taranto sono stati l'amministratore delegato della società, Angelo Bozzetto, e il socio e responsabile tecnico-operativo dei progetti, Christof Erckert, alla presenza del preside del Politecnico di Taranto, Lorenzo Liberti, e del presidente della sezione Chimici, gas e ambiente dell'Assindustria, Piero Chirulli.
Una iniziativa definita da Bozzetto «strategica per il Sud e in particolare per Taranto». Due impianti dovrebbero sorgere in provincia di Taranto, nei territori di Palagiano e Statte, e un terzo invece a Manfredonia nell'ambito del contratto d'area. Per il capoluogo jonico è prevista anche la realizzazione di un Centro di ricerca (costo otto milioni e 200mila euro, compresi nell'investimento complessivo della società) affidato all'Università che vedrebbe al lavoro 40 neolaureati tarantini del Politecnico.

Il Centro di ricerca, nei progetti di Biogas Italia, dovrebbe operare come un laboratorio sulle biomasse nel Mediterraneo ed entrare in funzione entro il 2005. I lavori di realizzazione degli impianti invece partirebbero all'inizio dell'anno prossimo per consentire l'avvio della produzione ai primi del 2006. Complessivamente, calcolando anche i 40 neolaureati, i tre progetti darebbero lavoro a 90 addetti, cifra che salirebbe a 270 addetti calcolando l'indotto.

I tre progetti sono finanziati in parte a fondo perduto dal ministero dell'Innovazione. La Biogas Italia srl ha partner tedeschi per quanto concerne le tecnologie, e banche austriache e svizzere quali partner finanziari. «Abbiamo necessità invece di sviluppare il partenariato locale», ha affermato ancora Bozzetto secondo il quale «è indispensabile il legame col mondo produttivo e in particolare con quello agricolo, dal quale abbiamo avuto già alcune disponibilità».
E' stato Christof Erckert ad illustrare gli aspetti tecnici dei tre progetti. «Di solito le biomasse sono frutto di combustione», ha spiegato Erckert. «Noi invece raccogliamo le biomasse bagnate inserendole in un grande contenitore in cui fermentano. Qui i batteri producono metano in assenza di ossigeno. E' un processo definito di 'digestione anaerobica» che produce metano impuro, l'unica fonte di energia ricavabile biologicamente. L'effetto serra è zero, perché nell'aria viene immessa solo anidride carbonica».
Biogas Italia sta cercando anche di aprire sinergie con i gestori delle discariche per valutare, nell'ambito della raccolta differenziata, la possibilità di utilizzazione dei rifiuti biodegradabili da cui ricavare energia. Dell'entrata in funzione degli impianti beneficerebbero ad esempio, nel settore agricolo, i coltivatori di mais o gli allevatori di bovini, dai quali verrebbero acquistate le biomasse; l'energia prodotta verrà poi venduta ad un gestore di rete.
In Austria e in Germania, hanno affermato Bozzetto ed Erckert, da 300 ettari di terreno coltivato a mais si producono otto milioni di chilowattore all'anno, che potrebbero soddisfare le esigenze di duemila famiglie italiane.

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