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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:26

Andria - 14 avvisi di garanzia per la morte di una donna

Maria Di Gioia, 44 anni, è deceduta martedì 21 settembre all'ospedale Bonomo. La denuncia è stata sporta dal marito della donna a funerali avvenuti, ma prima della tumulazione della salma. Arrivò al nosocomio accusando dolori al basso ventre: fu deciso un intervento. Indagato tutto il personale medico e paramedico
Se è stato un caso di malasanità lo accerterà l'inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Trani Luigi Scimè che ha aperto un fascicolo d'indagine sulla morte della 44enne andriese Maria Di Gioia, deceduta martedì 21 Settembre all'ospedale Bonomo di Andria. La denuncia è stata sporta dal marito della donna a funerali avvenuti ma prima della tumulazione della salma.
La notizia si è appresa solo oggi con la notifica di 14 informazioni di garanzia a carico di tutto il personale medico e paramedico che ha seguito il percorso ospedaliero della donna, recatasi al pronto soccorso del nosocomio andriese il 15 Settembre sulle sue gambe.
La donna accusava dolori al basso ventre. Forse un'appendicite, stando ai sintomi denunciati.
Di lì il ricovero in chirurgia per una serie d'accertamenti, compresa una tac da cui all'indomani si evidenziò la presenza di una cisti ovarica che occorreva asportare con un'operazione.
L'intervento fu programmato ed eseguito il giorno successivo, venerdì 17 Settembre. Il decorso post operatorio non avrebbe fatto presagire nulla di anomalo, anzi la donna sino a lunedì non avrebbe lamentato problemi. Ma martedì il quadro clinico sarebbe improvvisamente precipitato fino al drammatico epilogo, consumatosi in fretta. La donna non si è sentita bene ed è deceduta tra le braccia del marito che, come ogni giorno, era andato a trovarla nel reparto di chirurgia. Forse un'embolia. Difficile esser precisi e certi finchè non si conosceranno almeno i primi risultati dell'autopsia che sarà eseguita giovedì dall'equipe del dottor Alessandro Dell'Erba dell'istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari.
Proprio in previsione dell'esame autoptico il pubblico ministero ha disposto la notifica di 14 avvisi di garanzia. Un atto dovuto per consentire al personale medico e paramedico che ha assistito la donna la nomina di difensori e consulenti di fiducia.
Solo dopo il deposito dei risultati dell'autopsia e l'esame dell'incartamento ospedaliero sarà possibile valutare la posizione di ogni singolo indagato, a condizione che emergano eventuali ipotesi di colpa medico-sanitaria.
Antonello Norscia

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