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Martedì 23 Gennaio 2018 | 22:40

Andria - Resta in carcere Giuseppe Pesce

L'uomo, un pregiudicato già noto alle forze dell'ordine, per un banale diverbio su una precedenza stradale, aveva sparato in pieno centro ferendo due persone
ANDRIA - Resta in carcere Giuseppe Pesce, accusato della sparatoria che venerdì pomeriggio causò nel centro di Andria il ferimento del 65enne pensionato Antonio Cannone e del 24enne tunisino con regolare permesso di soggiorno Beloharsi Monchef Ben Hassen, vero bersaglio della pistolettata.
Stamattina dinanzi al gip del Tribunale di Trani Antonio Lovecchio, Pesce s'è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il gip ha convalidato il fermo disposto dal Pubblico Ministero Luigi Scimè emettendo contestuale ordinanza di custodia cautelare in carcere: rigettata l'istanza di arresti domiciliari avanzata dal legale del giovane.
Con l'identificazione delle due persone che si trovavano con Giuseppe Pesce - un fratello minorenne, la cui posizione è al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, ed un altro parente da molte ore nel mirino della Polizia - sembra ormai definitivamente chiuso il cerchio sull'ennesimo episodio di sangue che ha segnato Andria.
Del resto nel fascicolo d'indagine pesa come un macigno l'esatta descrizione somatica di Pesce fornita dal giovane extracomunitario.
Il 25enne andriese, volto già noto alle forze dell'Ordine, è accusato di tentato omicidio.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, Pesce avrebbe sparato mezz'ora dopo il diverbio avuto col cittadino extracomunitario per questioni di precedenza stradale.
Pesce si sarebbe allontanato dal centro e, armatosi, sarebbe tornato nei pressi dell'ufficio postale di Via Dandolo sparando contro il tunisino, incurante di passanti e testimoni.
Come successo per Cannone, pensionato, trovatosi per caso nel luogo della sparatoria.

Antonello Norscia

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