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Domenica 24 Settembre 2017 | 17:48

Foggia - Da clan mafioso a impresa

Franco e Mario Luciano Romito, Francesco Giovanditto e Matteo Ricucci sono stati arrestati dai carabinieri nell'ambito della faida tra mafia garganica
Foggia - Da clan mafioso a impresa
SAN MARCO IN LAMIS (FOGGIA) - Sono stati arrestati all'alba Franco e Mario Romito di 38 e 37 anni, Franco Giovanditto di 36 e Pasquale Ricucci di 30 ricercati dai carabinieri del reparto operativo di Foggia dal 23 giugno scorso quando furono coinvolti nei blitz sulla faida garganica.
I quattro si nascondevano in alcuni casolari nelle campagne di San Marco in Lamis, che anche se armati sono stati bloccati dalla repentina operazione messa a segno dai militari dell'Arma. Durante il blitz i carabinieri hanno sequestrato anche diverse armi, tra cui una pistola calibro 38, nascosta nella giacca di uno dei quattro e una calibro 9, occultata sotto il materasso.

Con questa operazione, che ha visto la partecipazione anche di numerose squadre cinofili e di un elicottero, i carabinieri hanno assicurato alla giustizia i due elementi più importanti del clan Romito di Manfredonia.
Attraverso le indagini gli investigatori hanno delineato l'organigramma e le articolazioni del sodalizio diretto da Franco Romito, Armando Libergolis e Libero Frattaruolo protagonisti di una cruenta faida con il gruppo della famiglia Tarantino. Quest'ultima è stata vittima di una vera e propria decimazione avviata nel marzo del 2001 con l'omicidio di Michele Tarantino e che si è conclusa solo nel novembre dello scorso anno con la morte di Antonio Tarantino.

Secondo quanto è stato illustrato nel corso della conferenza stampa dal sostituto procuratore Domenico Seccia della Dda di Bari, il clan Romito/Libergolis da sodalizio di spietata malavita rurale si è progressivamente trasformato in una moderna struttura imprenditoriale, dedita agli stupefacenti, alle estorsioni e al controllo del territorio garganico. Inoltre gli inquirenti hanno potuto appurare il reinvestimento dei proventi delle illecite attività nel contratto d'area di Manfredonia. Una svolta imprenditoriale del sodalizio criminoso che, sempre secondo gli investigatori, è stata favorita anche da alcune collusioni con ambienti istituzionali, in particolare grazie ai fratelli Romito che avevano creato una fitta rete di relazioni funzionali finalizzati alle attività del clan.

L'indagine dei carabinieri ha anche raccolto importanti elementi che mostrano i rapporti tra il clan garganico e la malavita della 'Ndrangheta e della Camorra, in particolare con la cosca reggina dei De Stefano/Libri e con il clan Riccardi di Pollena Trocchia nel napoletano.
Con quest'ultimo arresto sono 14 i latitanti delle tre operazioni messe a segno contro la faida nel giugno scorso.

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