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Martedì 26 Settembre 2017 | 23:46

Taranto - Il rigassificatore porterà ricchezza

Il direttore generale internazionale della società spagnola Gas Natural, Alberto Toca, spiega il progetto per costruire nel porto un impianto di rigassificazione e tranquillizza la cittadinanza
TARANTO - La società spagnola Gas Natural alla conquista di nuovi mercati. L'azienda sta presentando in questi giorni a Taranto il progetto di realizzazione di un impianto di rigassificazione che dovrà sorgere nell'area portuale; sempre in Italia un secondo impianto dovrebbe essere realizzato a Trieste.

«Il rigassificatore a Taranto sarà realizzato nel pieno rispetto di ogni forma di sicurezza. Oltre 30 insediamenti di Gas Natural in diverse parti del mondo - ha spiegato Alberto Toca, direttore generale internazionale della multinazionale iberica, cercando di chiarire una serie di preoccupazione sollevate dai cittadini e dagli amministratori locali - dimostrano l'affidabilità dei terminali di ricezione e rigassificazione del gas naturale liquefatto. Quella di Taranto sarà un'opera che avrà ricadute economiche e sociali positive per tutta la provincia».

Il punto centrale della relazione di Toca è stato il mettere a disposizione il maggior numero di cifre e dati per chiarire e dissipare quanti più dubbi possibili. Parlare, infatti, di gas liquido - è stato detto - non è come parlare di GPL (gas propano liquido) che è ben altra cosa e con ben altre caratteristiche.

Per la completa realizzazione del rigassificatore, Gas Natural intende investire circa 600 milioni di euro che comporteranno l'impiego di mille unità lavorative per la sua costruzione e tra gli 80 e 100 addetti per tenerlo in esercizio, oltre a 420 per l'indotto.
Con questo investimento «il rigassificatore - ha ribadito Toca - sarà una ricchezza che rimarrà al servizio dello sviluppo del territorio di Taranto».
Volano di sviluppo che - secondo Toca - sarebbe rallentato se si volesse installare il rigassificatore su una piattaforma galleggiante, da posizionarsi al largo della rada di Mar Grande, secondo una proposta avanzata per l'insediamento tarantino. «Taranto - ha affermato Toca al proposito - perderebbe gran parte della ricchezza riveniente dalla sua realizzazione perché una simile piattaforma verrebbe realizzata all'estero».
Il rigassificatore, secondo la proposta progettuale della società iberica, dovrebbe allocarsi, quindi, sulla terraferma nell'area portuale, a filo di banchina, sull'ex yard Belleli.
Il gas liquido, infatti, è trasportato all'impianto di rigassificassicazione da attrezzate nave metaniere transoceaniche ad una temperatura di - 162 gradi e riportato allo stato gassoso, per essere immesso nelle condotte di distribuzione, a quella di poco sotto lo 0.
Del progetto, ora, se ne riparlerà, dopo un primo incontro "tecnico" tenutosi la fine dello scorso agosto, nella conferenza dei servizi presso il ministero delle Attività produttive, con la presenza di quello all'Ambiente, convocata per il 30 settembre prossimo a Roma.
In quella sede, tutti i soggetti interessati, particolarmente Provincia e Comune di Taranto, esprimeranno ufficialmente i propri pareri, tecnici e politici, sul futuro dell'insediamento spagnolo a Taranto.

Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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