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Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:48

Sei mesi per la morte di un piccolo paziente

Condannato Franco Specchiulli, 62 anni, ortopedico del Policlinico di Bari dove Mario De Vita, 3 anni, morì dopo un intervento. • Concorsi truccati, altri cardiologi indagati
Policlinico di Bari BARI - E' stato condannato per omicidio colposo a sei mesi di reclusione (pena sospesa) l'ortopedico del Policlinico di Bari Franco Specchiulli, di 62 anni, a giudizio per aver provocato la morte di un bambino di tre anni, Mario De Vita, del foggiano, morto dopo un intervento chirurgico compiuto l'8 giugno del '98 al Policlinico dove al piccolo doveva essere curato un «torcicollo congenito miogeno a sinistra».
Durante l'intervento, al bimbo fu provocato un taglio alla trachea, al lobo sinistro e ai muscoli prelaringei. Il piccolo morì per anossia cerebrale da mancata ventilazione il 22 giugno successivo.
La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Bari Vito Fanizzi che ha concesso al medico la non menzione della pena e la conversione della pena detentiva in pecuniaria fissando l'importo della multa in 4.500 euro. Il pm inquirente, Carmelo Rizzo, aveva chiesto la condanna alla pena di un anno e due mesi di reclusione.
I genitori del piccolo, che inizialmente erano parte civile nel processo, hanno da tempo ricevuto il risarcimento dei danni e, quindi, hanno partecipato al processo solo come parti offese, ritirando la costituzione di parte civile.
Il bambino era figlio unico di una coppia di Foggia: aveva fin dalla nascita una malformazione ad un muscolo del collo definita anche «torcicollo congenito», che gli impediva di mantenere la testa in posizione dritta. Dopo una serie di visite specialistiche e dopo un periodo di fisioterapia che non aveva dato risultati positivi, i genitori decisero di far sottoporre il figlio ad intervento chirurgico: l'operazione era finalizzata ad allungare una parte del muscolo in modo da risolvere i problemi del bambino. Era - secondo l'accusa - un intervento di routine.
Durante l'intervento - secondo l'accusa - Specchiulli compì un'erronea identificazione del campo operatorio e provocò al bimbo le lesioni che portarono alla morte. Secondo la difesa, invece, durante l'intervento il divaricatore che il medico stava usando si ruppe e provocò le lesioni. Il sequestro dell'attrezzo, tuttavia, secondo il pm Rizzo, ha escluso che lo stesso si fosse rotto.

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