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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:20

I giardini del Castello di Barletta, luogo della memoria

Saranno dedicati ai fratelli Cervi, i sette partigiani di Campegine, assassinati dai nazisti nel 1943. Viale e piazzale dedicati, alla memoria di quanti sono caduti per difendere gli ideali di libertà e democrazia
BARLETTA - Da domenica prossima, i giardini del Castello di Barletta, il piazzale e tutti i viali si trasfromeranno, attraverso la toponomastica, in un «luogo della memoria», «dove il ricordo degli avvenimenti bellici e, soprattutto, delle vite umane perdute a causa delle guerre possa costituire un monito per ogni generazione presente e futura, nonché un indelebile invito alla pace e alla tolleranza universale». Spiegano così la iniziativa gli amministratori che hanno deciso di dedicare i giardini ai fratelli Cervi, i sette partigiani di Campegine, assassinati dai nazisti nel 1943. Ma non solo. Anche ciascun viale ed il piazzale degli stessi giardini sarà dedicato, alla memoria di quanti (non solo barlettani) sono caduti in tempi remoti e recenti per difendere gli ideali di libertà e democrazia.
La cerimonia di intitolazione si svolgerà domenica sera , alla presenza del vicesindaco Raffaele Fiore e rientra nelle celebrazioni promosse dall'Amministrazione in occasione del 61° anniversario del settembre 1943, momento storico caratterizzato dall'Armistizio e dalle terribili cronache di guerra che narrano dell'eroica resistenza italiana (militare e civile) e delle conseguenti spietate rappresaglie naziste.
Un settembre che registrò a Barletta decine di vittime innocenti ed atti di resistenza di recente «fregiati» delle medaglie d'oro al valor militare e a quello civile.
Tra le intitolazioni dei viali, il «Parco degli eroi, della resistenza, della memoria», il «piazzale 24 maggio 1915» (la nave austriaca heigoland, all'alba del primo giorno di guerra del '15-'18, bombardò il castello di Barletta); il piazzale Caduti di Nassirya, viale Caduti di Cefalonia (con la Divisione Acqui caddero i barlettani Giovanni Del Carmine, Matteo Fiorentino, Michele Lamacchia, Domenico Lombardi e Nicola Perrone) ed il viale della Shoah «viva e imperitura la memoria dell'unicità dello sterminio degli ebrei».
Paolo Pinnelli

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